Nella splendida cornice del Grand Hotel Timeo, alla vigilia dei Nastri d’Argento, Antonella Ferrara ha presentato il libro di Paola Jacobbi “Tu sai chi sono io”


TAORMINA – Per la presentazione del primo romanzo di Paola Jacobbi, “Tu sai chi sono io”, presente un parterre d’eccezione, composto in gran parte dai giornalisti cinematografici italiani, a Taormina per la consegna dei Nastri d’Argento. Dopo l’introduzione di Antonella Ferrara, titolare della Libreria Mondadori di Taormina e presidente di Taormina Book Festival, la parola è andata a Laura Delli Colli, presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani, organismo che, dal 1946, assegna annualmente il Nastro d’Argento ai film, agli attori, agli autori e agli operatori del cinema italiano.

Una presentazione vivace, più che altro una conversazione tra Claudio Masenza, critico cinematografico e l’autrice, Paola Jacobbi, firma di punta di Vanity Fair che da anni racconta, attraverso le sue interviste, i personaggi del mondo dello spettacolo. Si è lasciata andare a diverse curiosità del jet set, l’indiscussa firma di Vanity Fair. Un libro non autobiografico ma dal titolo significativo, “Tu sai chi sono io”, edito da Bompiani, che racconta il logoro mondo dello star system e gli intricati giochi di potere e visibilità che ha conosciuto nella sua esperienza professionale

Nel libro Arianna è una giovane donna che diventa l’assistente personale di una nota attrice, Jenny Sassi, decisamente viziata.  Da Monica Bellucci a Madonna, l’appuntamento con Paola Jacobbi si è trasformato in un incontro confidenziale in cui le celebrità sono diventati personaggi comuni, ma sempre avvolte da una patina di pailletes che spesso regala abbagli e trascura una realtà piena di finzione come afferma l’autrice. 
”Dopo lo Tsunami – spiega – molti equilibri sono cambiati. Ho riflettuto tanto in quel periodo e mi sembrava doveroso che qualcuno facesse partire da lì la rinascita personale e professionale per simboleggiare la voglia e la forza di ricominciare”.

Il libro è stato ambientato in un luogo immaginario dell’America centrale: Tanaquil. “Volevo – aggiunge la giornalista – un posto tranquillo e florido in cui far interagire i personaggi con un clima generale di assoluta tranquillità, e non volevo si identificasse in una città opinabile da diversi punti di vista e poi” –  continua – “non sono una scrittrice di romanzi, ma una giornalista che ha voglia di raccontare”.

© Riproduzione Riservata

Commenti