Chiusa l’inchiesta relativa a movimenti sospetti di 23 milioni di euro e archiviata la posizione di Gotti Tedeschi. Restano in piedi le accuse a Paolo Cipriani e Massimo Tulli

ROMA – La procura di Roma – lo riferiscono fonti giudiziarie – ha chiuso l’inchiesta relativa a movimenti sospetti di 23 milioni di euro su conti della banca vaticana Ior e ha archiviato la posizione dell’allora presidente Gotti Tedeschi mentre restano in piedi le accuse per i dimessi direttore e vice direttore dell’istituto vaticano per i quali ora il gip dovrà decidere se procedere con il rinvio a giudizio.

La vicenda che ha determinato l’apertura nel settembre 2010 dell’inchiesta – condotta dal procuratore aggiunto Nello Rossi – si riferisce al sequestro preventivo di 23 milioni di euro che lo Ior aveva depositato attraverso il Credito artigiano Valtellinese in parte presso la JP Morgan Frankfurt (20 milioni di euro) e il resto presso la Banca del Fucino.

In queste operazioni la procura di Roma individuò una violazione delle norme di riciclaggio contestate appunto a Cipriani e a Tulli, che si sono dimessi lunedì scorso, a pochi giorni dall’arresto per corruzione di monsignor Nunzio Scarano, che fino a poco tempo fa era capo contabile dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica), istituto che ha il compito di gestire i beni del Vaticano.

Secondo la procura il direttore e il vice direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani e Massimo Tulli, avrebbero “autorizzato operazioni finanziarie illecite”.

La vicenda in questione oggi riguarda operazioni bancarie e un giro di assegni che ha coinvolto anche banche italiane. Tali operazioni sono state segnalate all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, la quale ha informato la procura di Roma, come dicono le fonti.

La commissione cardinalizia e il board della banca vaticana hanno accettato le dimissioni dei manager chiedendo al presidente dello Ior, Ernst von Freyberg, di assumere ad interim la funzione di direttore generale. Gotti Tedeschi si dimise dalla presidenza dello Ior il 24 maggio 2012 dopo lo scontro con il Consiglio di sovrintendenza sulla gestione dell’istituto vaticano al centro negli ultimi anni di alcuni controversi casi giudiziari.

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