Pd, Renzi contro i “capicorrente”. La replica: lui è uno di quelli

ROMA (Reuters) – Nuove ondate di polemiche all’interno del Pd in vista del prossimo congresso, previsto per la fine dell’anno.

Anche la polemica di oggi vede protagonista il sindaco di Firenze Matteo Renzi che accusa i “capicorrente” di Roma di attaccarlo ogni giorno.

L’accusa è stata pubblicata solo un paio d’ore fa sulla e-news dell’esponente che contese a Pier Luigi Bersani nel novembre scorso la leadership come candidato premier del centrosinistra e già ha attirato decine di repliche dai suoi oppositori interni.

“In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione”, ha scritto Renzi sul suo sito.

“È incomprensibile chiamarsi fuori quando si è dentro, e mentre giustamente si partecipa a una discussione collettiva”, gli replica Maurizio Martina.

Un altro parlamentare del Pd, Danilo Leva, scrive invece: “Fa uno strano effetto leggere dichiarazioni sulla necessità di superare le correnti da parte di chi ne ha strutturato una assai solida e ramificata”.

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