Natuzzi ha comunicato oggi ai sindacati la riorganizzazione dell’assetto italiano del gruppo, con la collocazione in mobilità di 1.726 dipendenti a partire dalla fine della cassa integrazione (a ottobre prossimo). Tutto ciò per “salvaguardare la posizione di 2.789 lavoratori, di cui 1.449 interni e 1.340 nell’indotto”

Natuzzi ha comunicato oggi ai sindacati la riorganizzazione dell’assetto italiano del gruppo, con la collocazione in mobilità di 1.726 dipendenti a partire dalla fine della cassa integrazione (a ottobre prossimo). Tutto ciò per ”salvaguardare la posizione di 2.789 lavoratori, di cui 1.449 interni e 1.340 nell’indotto”.

Durante l’incontro con i sindacati, a Roma, Natuzzi, azienda cardine del distretto del mobile imbottito, fra Puglia e Basilicata, ha spiegato che l’obiettivo da raggiungere, in una situazione che ”si è ulteriormente aggravata”, è ”la salvaguardia dell’azienda”. I dirigenti del gruppo industriale hanno sottolineato che ”il gap che attualmente separa i costi industriale di Natuzzi da quelli dei principali competitor stranieri e di alcuni concorrente sleali insediati nel distretto è enorme”, al punto che negli ultimi sei anni, dal 2007 al 2012, ”il gruppo ha registrato un Ebit (il risultato prima degli oneri finanziari) negativo per circa 140 milioni di euro, largamente imputabile agli elevati costi industriali e all’altissimo costo del lavoro”. Ciò concorre a rendere ”gli attuali organici in Italia non più sostenibili e tecnicamente non possono più essere gestiti attraverso la cassa integrazione”.

Il gruppo, che si è detto ”consapevole dell’impatto nel territorio” che la riorganizzazione produrrà, ha auspicato che ”attraverso il dialogo e l’intervento congiunto di istituzioni, sindacati e di Natuzzi spa possa scaturire un percorso condiviso per trovare soluzioni efficaci e sostenibili”.

Filca Cisl: Lettere di licenziamento in settimana
“Le 1726 unità lavorative degli stabilimenti dell’area Murgiana dell’azienda di salotti Natuzzi saranno licenziate”. Lo precisa in una nota il segretario generale della Filca Cisl di Puglia, Crescenzio Gallo, a conclusione della presentazione del Piano industriale Natuzzi che si è tenuta oggi a Roma. ”E’ stato il consulente per la riorganizzazione del gruppo Natuzzi, Domenico Massaro – spiega Gallo – ad annunciare che l’azienda potrà essere competitiva nei prossimi 5 anni solo a condizione che si proceda ai licenziamenti”. L’azienda, secondo la Filca Cisl di Puglia, ”non ha fatto alcun accenno all’Accordo di programma Murgia, che oltretutto prevede risorse per ben 101 milioni di euro”, spiegando che ”le lettere di licenziamento per i 1726 esuberi partiranno entro questa settimana”. ”La Filca Cisl di Puglia – osserva Gallo – teme che la Natuzzi abbia, con questo Piano industriale, iniziato il suo disimpegno nell’area murgiana, tralasciando le responsabilità sociali e l’impegno dichiarato presso la Regione Puglia il 19 Giugno scorso circa il rilancio delle proprie aziende”. La Filca chiederà subito un incontro alla Regione Puglia perchè possa partire il progetto ”Distretto della casa” che attraverso un coordinamento delle istituzioni locali e nazionali possa rilanciare il comparto del mobile imbottito, riqualificando e rioccupando, all’interno dell’Accordo di programma gli oltre 5000 esuberi che attualmente insistono nel distretto murgiano.

Sciopero in tutti gli stabilimenti
L’immediato sciopero generale in tutti gli stabilimenti della Natuzzi è stato annunciato, in un comunicato congiunto, dalle segreterie nazionali Fenael Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, ”unitamente alle segreterie regionali di Puglia e Basilicata, alle segreterie territoriali di Bari, Taranto, Matera, ed alle rsu del gruppo”. Per i sindacati è ”inaccettabile la decisione della direzione aziendale di aprire una procedura di mobilità per 1.726 lavoratori”. La decisione della Natuzzi, per i rappresentanti sindacali, è stata presa ”senza nessuna possibilità di effettuare un confronto per verificare e/o proporre soluzioni orientate al mantenimento dei posti di lavoro”: per questo Feneal, Filca e Fillea hanno ”respinto” i contenuti del Piano Industriale presentato presso la sede di Confindustria a Roma”. Nel comunicato congiunto è sottolineato che ”questa decisione evidenzia il fallimento della dirigenza del Gruppo che dopo un lunghissimo periodo di concessione della cassa integrazione non ha saputo trovare nessun progetto credibile per il rilancio del brand”. Le segreterie nazionali ”chiedono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero del Lavoro, la convocazione urgente di un tavolo alla presenza dei Presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, anche per dare esigibilità ai contenuti dell’Accordo di Programma recentemente sottoscritto”.

Vendola: attivare subito un tavolo
”Ho chiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato, l’immediata convocazione, presso il ministero, di un Tavolo nazionale dedicato alla ricerca di possibili soluzioni per la vertenza Natuzzi che, in queste ore, sta prendendo una piega assolutamente inaccettabile e pericolosa”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito dell’annuncio fatto oggi dai responsabili dell’azienda Natuzzi sulla messa in mobilità di 1.726 dipendenti. ”Prendiamo atto – aggiunge Vendola – che il piano industriale, presentato questa mattina a Roma, presso la sede di Confindustria, è un piano di lacrime e sangue, che va oltre ogni ragionevole condivisione”. ”La chiusura di ben due stabilimenti e la messa in mobilità di oltre 1700 dipendenti – continua il presidente della Regione Puglia – non può che destare preoccupazione e allarme. E’ però indispensabile, a questo punto, che intervenga il Governo nazionale e che intervenga con serie e credibili proposte di politica industriale che, fino a questo momento, hanno più brillato per assenza che non per efficienza e concretezza”.

[Fonte: RaiNews24]

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