Quando l’Arte ci prende gusto. I piatti degli chef in mostra fotografica. Quattordici superchef coinvolti nel progetto, a ciascuno è stato chiesto di ispirasi alla pittura astratta del 900

Venerdì 5 luglio Cortina d’Ampezzo inaugura l’estate gastronomica delle Dolomiti. Per due mesi e fino al 6 settembre il progetto fotografico di Alfonso Catalano “Colortaste. La cucina si fa Arte sarà ospitata in 14 selezionati ristoranti, hotel e rifugi della conca ampezzana. Accanto alle opere fotografiche, un calendario di 15 eventi che vedranno lavorare insieme i resident chef ampezzani e 8 degli chef stellati immortalati dall’obiettivo di Alfonso Catalano: Stefano Baiocco, Iglès Corelli, Antonio Guida, Valentino Marcattilii, Aurora Mazzucchelli, Norbert Niederkofler, Giancarlo Perbellini e Claudio Sadler.

Per questo progetto Alfonso Catalano ha compiuto un lungo viaggio fotografico in Italia: da Roma alla Costiera Amalfitana, da Pistoia a Bolzano, da Senigallia a Milano, passando dalle cucine di oltre una dozzina di chef tra i più noti a livello internazionale.

L’idea di partenza è semplice: sollecitare i cuochi a creare i loro piatti lavorando e disponendo il cibo su un piano traslucido, come fosse la tela di un quadro. Il risultato è un “catalogo” della capacità pittorica dei cuochi che, artisti della cucina, utilizzando come materia prima il cibo e scegliendo liberamente gli ingredienti hanno saputo creare vere e proprie opere pittoriche.

Fonte d’ispirazione per queste composizioni è la pittura astratta del 900, che lo chef reinventa servendosi degli stessi ingredienti che quotidianamente utilizza per realizzare le proprie ricette. Il cuoco diventa così artista tout-court, trascendendo la sfera gastronomica per appagare il proprio spirito creativo, in un significativo gioco di rimandi in cui il processo di manipolazione degli ingredienti resta focale.

La tecnica fotografica utilizzata risulta determinante per permettere la trasformazione del piatto in un’installazione artistica, dove la dimensione propriamente culinaria risulta quasi impercettibile.

La costruzione del set fotografico diventa parte integrante dell’opera: la “tela” è costituita da una lastra bianca traslucida retro-illuminata capace di creare suggestivi effetti di trasparenza, in contrasto con i colori accesi degli ingredienti e delle salse.

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