Nei tempi regolamentari l’Italia va per due volte in vantaggio, con Astori e Diamanti e per due volte viene raggiunta da un Super Matador Cavani. Alla fine, la finalina per il 3° posto si conclude 4-5 ai rigori

Un’Italia stremata e ridotta ai minimi termini dopo gli sfiancanti 120′ della semifinale con la Spagna,è riuscita nell’impresa di andare a caccia del terzo posto nella Confederations Cup contro l’Uruguay di Edinson Cavani, che ha potuto godere di un giorno di riposo in più. Washington Tabarez ha presentato la Celeste migliore col super tridente Suarez-Cavani-Forlan e gli “italiani” Gonzalez, Alvaro Pereira e Hernandez in panchina. Prandelli ha risposto con una Italia ‘sperimentale’ in cui dre minutaggio a chi ha avuto poca visibilità. Così ecco i vari Astori, Diamanti e soprattutto El Shaarawy il Faraone triste. La gara finisce a suon di gol (Astori e Diamanti contro il doppio Cavani) ma sono ancora una volta i rigori a decretare il destino azzurro, come con la Spagna. Ma il destino questa volta ci arride e salein catedra Gigi Buffon che para tre tiri dal dischetto all’Uruguay mentre per l’Italia, alla fine, l’errore di De Sciglio risulta veniale.

Vantaggio Italia – Oltre a Balotelli e Abate, Prandelli non ha potuto contare sul trio juventino composto da Marchisio, Pirlo e Barzagli, usciti malconci dalla semifinale e ha fatto rifiatare anche l’ottimo Giaccherini. L’Italia dunque è scesa in campo con Astori, preferito a Bonucci, Diamanti e Stephan El Shaarawy, alla sua prima e ultima vera chance ‘brasiliana’. L’Italia fa la partita con Candreva che gioca mezzala sinistra mentre Diamanti ed El Shaarawy larghi in fase difensiva. Gli Azzurri tengono bene il campo, concedendo all’Uruguay solo alcune sortite che davanti a Buffon si spengono come neve al sole, fino al break di Diamanti. Punizione direttamente calciata in porta con la palla che sbatte sul palo e poi carambola sulla schiena di Muslera. Sfera già quasi oltre la linea con Astori che appoggia in rete. Vantaggio meritato, e gol decretato con non poca difficoltà (la FIFA darà la rete a Diamanti fino ad inizio di secondo tempo) al difensore azzurro. Ma l’Uruguay non ci sta e Cavani fa le prove per il gol del secondo tempo, infilando Buffon ma in posizione irregolare.

La legge del Matador – Nella ripresa, Prandelli non cambia il proprio ‘undici’ che ha retto benissimo i primi 45 minuti ma che con il passare del tempo accusa più di una difficoltà nel tenere alto il ritmo. Ne approfitta la Celeste che non ci sta a lasciare la Confederations al quarto posto, e così Tabarez opta per il primo cambio con l’entrata di Gonzalez per Rodriguez. Sale in cattedra a centrocampo Gargano, in ombra nel primo tempo. Il centrocampista nerazzurro detta tempi e passaggi per gli inserimenti di Suarez, Forlan e Cavani e al 13′ della ripresa, su una palla persa a centrocampo, proprio Gargano percorre 30 metri palla al piede e serve Cavani: diagonale vincente di destro del Matador, Buffon battuto e gara tornata in parità. Proprio Buffon salva l’Italia qualche minuto dopo quando si supera due volte su un Forlan scappato sempre sulla sinistra: doppia parata e risultato tenuto con i denti da parte di una Nazionale sulle gambe. E che sfrutta così i calci piazzati come quando El Shaarawy si procura un tiro dal limite: Diamanti pennella e Muslera è superato per la seconda volta. Dura poco però l’entusiasmo azzurro, il tempo per vedere Cavani replicare al centrocampista del Bologna: punizione speculare, come la conclusione: 2-2. Prandelli cambia (fuori De Rossi e Diamanti per Aquilani e Giaccherini) ma i supplementari sono oramai una realtà cui non potersi sottrarre.

Supplizio supplementare – Italia senza più cambi reali e con la fatica nelle gambe e nella testa. Prandelli si gioca l’ultima sostituzione obbligata togliendo un malconcio Astori per Leonardo Bonucci dopo solo 5 minuti del primo supplementare. Per i primi 15 minuti extra le emozioni sono quasi nulle se non per il solito Cavani che in area azzurra sbaglia il tempo allo scadere per siglare il tris personale davanti a Buffon. Ma l’Italia non c’è e ringrazia il fischio di Haimoudi prima dell’ultima fatica prima dei rigori. Nell’ultimo supplementare è Tabarez a giocarsi l’ultimo cambio con Perez al posto di Arevalo Rios per dare le ultime forze fresche alla Celeste. Ma è l’Italia ad accendere la miccia al 109′ con un tiro da fuori di Candreva, tra i migliori della Nazionale di Prandelli, prima dell’espulsione di Montolivo per doppio giallo che aumenta l’agonia degli Azzurri ridotti in 10 e senza più un briciolo di lucidità. Allo scadere l’ultimo brivido: Garagano da fuori centra la porta con Buffon che respinge di pugni sui piedi di Cavani che scalcia a lato. In fuorigioco. E si va ai rigori.

[Fonte: Fanpage]

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