Arrestati monsignor Nunzio Scarano, 007 e broker per corruzione e truffa: terremoto in Vaticano. L’indagine nasce come filone autonomo della più ampia inchiesta sulla Banca Vaticana

ROMA – Un alto prelato – monsignor Nunzio Scarano -, un agente dei servizi segreti e un broker finanziario sono stati arrestati stamani, con le accuse di corruzione e truffa, dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria, nell’ambito di un filone di indagine che rientra nella più ampia inchiesta sullo Ior.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi e dei pm Stefano Fava e Stefano Pesci, che hanno chiesto e ottenuto l’arresto, Giovanni Maria Zito, ex funzionario dei servizi segreti dell’Aisi, e Giovanni Carinzo, il broker finanziario, arrestati insieme al monsignore, avrebbero fatto rientrare dalla Svizzera, con un jet privato, 20 milioni di euro in contanti. Soldi che appartenevano ad amici di Scarano. Un “favore” che avrebbe garantito a Zito di mettersi in tasca 400 mila euro. La procura ipotizza anche il reato di calunnia.

Il nome di Scarano, che ha sempre negato ogni addebito, era finito alcune settimane fa sul resistro degli indagati della procura di Salerno insieme a quello di altre 56 persone per avere riciclato 560mila euro e ieri il prelato era stato sospeso dall’incarico di responsabile del servizio di contabilità analitica all’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica).

L’avvocato Sica, parlando a SkyTg24, non ha smentito il tentativo del suo cliente di fare rientrare in Italia il denaro, precisando però che monsignor Scarano non aveva alcun interesse nell’operazione. “Ritengo che possa trattarsi di un aereo di stato [e non di un jet privato], e di qui l’accusa di corruzione”, ha detto l’avvocato, spiegando di ritenere che Zito si sarebbe offerto di aiutare il prelato nell’operazione. Secondo fonti giudiziarie, tra le accuse contestate ai tre figura anche la calunnia. Monsignor Scarano – che è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli – è già indagato a Salerno per il crack del Pastificio Amato.

L’Istituto per le opere di religione, la banca vaticana, è sotto la luce dei riflettori dal settembre 2010, quando furono congelati dal tribunale 23 milioni di suoi fondi dopo l’avvio in una indagine con ipotesi di riciclaggio. L’arresto arriva all’indomani della decisione di Papa Francesco di istituire una commissione per la riforma della banca vaticana. Scarano, sospeso ieri dalla gerarchie vaticane, era già indagato dalla procura di Salerno per riciclaggio.

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