Un gameplay di alto livello con un concept incredibile

Si tratta del survival Last of us, l’ultimo nato in casa NaughtyDog, l’azienda americana produttrice di videogame di successo. Sugli scaffali dal 14 giugno, Last of us è l’ultimo Survival Action griffato Play Station 3

Ambientanto in un futuro post apocalittico controllato dai militari e devastato da un’epidemia, il game racconta il viaggio di Joel e Tess, due contrabbandieri, a cui è stata affidata dalle Luci una consegna speciale: Ellie, una ragazzina di 15 anni che sembra immune al contagio. I sopravvisuti al mondo sono pochi e vivono in settori protetti. Boston, la città di Joel, è uno di questi.  Le razzie, i furti, la lotta alla sopravviveza è il pane quotidiano per tutti. La regola è una e semplice: mors tua vita mea. Le Luci sono un gruppo di resistenza di cui però non è chiara la finalità.

Il concept sviluppato dagli ideatori è semplice ma innovativo. Il male che ha colpito l’umanità non è il classico virus di cui non si conosce l’origine. Si tratta invece di un fungo, l’evoluzione del Cordyceps, che, in natura, attacca gli insetti. Gli ideatori si sono ispirati ad un documentario della BBC in cui si racconta come le spore del Cordyceps penetrino nell’organismo degli insetti, raggiungano il loro cervello e li rendano, letteralmente, degli zombie che vagano confusi finché il fungo non uccide l’ospite e “fiorisce” dalla sua testa.

A differenze degli altri zombie survival, Last of us, è un mix di combattimenti con i contagiati e con gli altri sopravvisuti. In qualche modo può ricordare lo script di Island of the Death. Si può decidere di aggirare gli ostacoli furtivamente evitando il più possibile gli scontri o lasciarsi prendere la mano scaricando addosso ai nemici una raffica di proiettili con armi di tutto rispetto; stando attenti alle scorte, ovviamente.

Il gameplay è molto suggestivo. Mescola armonicamente la narrazione con il gioco di ruolo vero e proprio. Doppiato magistralmente, anche la colonna sonora si adatta perfettamente all’ambiente. La grafica piena e molto realistica sfrutta tutte le capacità della PS3 regalando al giocatore la sensazione di essere realmente immerso fra le edere e i rampicanti che hanno invaso le città distrutte e abbandonate.

L’unica pecca, forse, è data dall’intelligenza artificiale un po’ buggata: spesso infatti le campagne sono condotte in gruppo e durante gli scontri i compagni sembrano essere ignorati dai nemici.

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