Prima Fred poi Paulinho. In mezzo Cavani. La Seleçao vola per la terza volta consecutiva in finale di Confederations. Determinante sullo 0-0 il rigore sbagliato da Diego Forlan


E’ stata una partita vera ma si sapeva. La Celeste affrontava un Brasile tutt’altro che impossibile, in difficoltà nell’esprimere il proprio gioco da inizio Confederations malgran tasso tecnico enorme. Ne è nata una semifinale combattuta, vera, a tratti anche equilibrata. A conti fatti, determinante l’errore dal dischetto di Diego Forlan ad una manciata di minuti dall’inizio del match quando il risultato era ancora sullo 0-0. Poi, l’Urugay ha dovuto sempre giocare di rimonta, prima sulla rete di Fred con la zampata vincente di Edinson Cavani, poi sul gol di Paulinho. Che però, a tre minuti dal termine, è risultato quello decisivo per portare i verdeoro in finale. In attesa di capire se giocherà contro la Spagna o gli Azzurri. Vittoria meritata per Felipe Scolari con un Brasile anche se non perfetto, votato all’attacco nel momento della necessità. Bene Fred, Paulinho e Neymar perchè dai loro piedi sono nati i due gol dell’incontro. Nell’Uruguay, uscito a testa alta, positiva la prova di Cavani e di Muslera. Ma sono mancati Forlan e Suarez.

Forlan sbaglia, Fred no – Non è partita benissimo la squadra di Felipao Scolari. Come spesso è accaduto in questa Confederations, la nazionale verdeoro ha faticato a prendere possesso del campo e del gioco avversario lasciando molta – troppa – iniziativa all’uruguay. Ma se contro il Giappone e il Messico il gol era arrivato quasi subito incanalando la gara sui binari giusti, con la Celeste si è rischiato di affondare davvero davanti al tiro dagli undici metri di Diego Forlan. Che al 14′ ha esaltato le doti di portiere di Julio Cesar non riuscendo a sbloccare il risultato e dando la scossa che mancava ai verdeoro. Così, ne è nato un altro primo tempo con l’uruguay di Tabarez più presente sempre rispetto al Brasile ma mai realmente pericoloso. JC, rigore a parte di Forlan che più tardi ha provato l’incrocio al volo, non è mai stato seriamente impegnato. Come il suo collega Muslera che però è capitolato di fronte al solito micidiale Fred. Il gol del Brasile nasce ancora una volta da una giocata di Neymar che scappa sulla sinistra e prova a superare il portiere dell’Uruguay che si supera sul tiro del neo blaugrana, ma nulla può sulla sforbiciata di Fred che mette nel sacco il gol-partita dei primi 45 minuti.

A Cavani risponde Paulinho – Nella ripresa nessuno cambia gli undici del primo tempo ma bastano 4 minuti a Edinson Cavani di riportare la partita sui binari della parità. Un’azione a dir poco rocambolesca in area brasiliana mette in difficoltà Marcelo che si fa anticipare dal Matador che punisce Julio Cesar con un perfetto rasoterra di sinistro sul palo lontano. Dopo un primo tempo completamente anonimo e una Confederations fin qui praticamente inutile il bomber del Napoli ritorna ad essere decisivo anche in Nazionale. Ne nasce una gara molto più bella con la Celeste che comprende di poter fare male ai pentacampioni mondiali e un Brasile che soffre ma si affida all’inestimabile patrimonio tecnico dei singoli, con Neymar in testa, riuscendo a penetrare spesso e volentieri la trequarti uruguagia e presentandosi davanti a Muslera. Con il passare dei minuti però il risultato non cambia mentre il Brasile aumenta i giri nel motore e mette in ambasce la squadra di Tabarez sempre più in difficoltà. Fino alla (giusta) capitolazione a 3 minuti dalla fine. Paulinho salta più in alto di tutti in area uruguagia e schiaccia alle spalle di Muslera per la rete vittoria che vale la finalissima.

[Fonte: fanpage]

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