Guerra chimica 660x330

La sera dell’11 aprile nel settore di Bahra 1, gli uomini di Abu Jihad (Narghilè) hanno subito il primo attacco di gas tossici. Fin’ora i gas erano stati usati solo a Homs e nella regione di Aleppo per cui non sapevano come proteggersi senza abbandonare la loro posizione , alcuni di loro, nonostante avessero molta paura, non hanno abbandonato il luogo, altri sono stati allontanati.

I soldati al fronte hanno ricevuto l’ordine di procurarsi sciarpe inumidite per proteggere il viso, al contempo sono state distribuite maschere antigas e mascherine da chirurgo. Anche le forze speciali della Liwa Marawi al Ghuta sono state esposte a concentrazioni di composti chimici ancora più elevate, condotti poi in ospedale.

A Jobar i combattenti non hanno abbandonato la loro posizione, ma quelli rimasti sulla linea del fronte,terrorizzati, avevano le pupille ristrette e respiravano faticosamente.
IL 18 aprile muore un uomo di un’altra brigata di nome Ibrahim Darwish, nella zona nord di Jobar,il comandante della prima divisione dell’ESL Abu Mohammad al kurdi, afferma che i suoi uomini hanno visto dei soldati governativi lasciare la loro posizione poco prima della comparsa di uomini che indossavano tute di protezione dagli agenti chimici, mettendo a terra piccole bombe dalle quali si è immediatamente diffuso un prodotto chimico e che avrebbero ucciso tre di questi tecnici.

Senza riuscire poi a trovare le tute, i combattenti esposti all’attacco raccontano del panico che si era creato e dell’immediata ritirata. A Jobar non vive più nessuno a parte i combattenti bloccati nei diversi fronti della zona, molti , tra le case in rovina, iniziavano a tossire respirando affannosamente e vomitando. Il governo possiede tre importanti riserve contenenti anche gas neurotossici come il sarin. Ci sono numerosi dubbi sulla veridicità dell’uso generalizzato di armi chimiche da parte delle forze governative.

Il 27 maggio i ministri degli esteri dell’unione Europea hanno deciso di non rinnovare l’embargo sulle armi per i ribelli siriani, scaduto comunque il 1 giugno. Mentre fino al 1 agosto Francia e Regno Unito non consegneranno armi alla Coalizione nazionale siriana (Cns), si spera il buon esito della conferenza di pace “Ginevra”.

Dal Manifesto Degli Stati Generali Dell’Antimafia è riportato che: “Gli acquirenti potenziali di armi appartengono non solo a gruppi terroristici o rivoluzionari ma spesso sono stati o entità riconosciute. Le armi sono barattate in alcuni casi con altri generi, non necessariamente di prima necessità ,ma ugualmente appetibili (come il petrolio)”.

Oltre a meccanismi di mobilitazione della società civile e al monitoraggio della produzione nazionale di armi da fuoco (il nostro paese è uno dei massimi esportatori di armi legali), andrebbe introdotta una norma per punire il reato di intermediazione illegale di armi, unico possibile deterrente al proliferare dei “signori della guerra”.

© Riproduzione Riservata

Commenti