Ieri un bombardamento a Damasco ha provocato almeno 19 morti. Oggi in Quatar prenderà un via un vertice speciale tra i paesi alleati dei ribelli per decidere in che maniera fornire gli aiuti (anche di tipo bellico)


Sarebbero almeno 19 i morti di un raid aereo e di artiglieria portato dall’esercito siriano fedele al presidente Bashar al Assad . A riferirlo sono state fonti siriane. Intanto la Rivista Italiana Difesa ha confermato ciò che si sapeva da tempo, ovvero che a dar man forte all’esercito lealista sono anche guerriglieri provenienti da Libano e Iran. In particolare sarebbero circa 6mila “nell’ambito del quale – si legge – sarebbero presenti elementi dello Hezbollah libanese e soprattutto miliziani sciiti iracheni. L’impegno iraniano in Siria – scrive Rid – è valutato in poco meno di 3.000 unità, ma secondo fonti vicine ai servizi di intelligence israeliani, Teheran avrebbe provveduto, direttamente in Iran, anche alla formazione-addestramento di 50.000 miliziani pro-governativi; informazioni ovviamente smentite da Teheran e Damasco”.

E se guerriglieri stranieri danno man forte ad Assad, i ribelli non stanno certamente a guardare. Dopo aver incassato il sostegno dell’Unione Europea e quello degli Stati Uniti (entrambi hanno promesso sostegno bellico) sono arrivate le tanto attese nuove armi. Louay Muqdad ha detto: “L’arrivo delle armi potrebbe cambiare il corso della battaglia. Le stiamo distribuendo a tutta la prima linea”. L’uomo non ha specificato quali armi sono arrivate, ma ha detto che le richieste dei ribelli sono state esaudite. Di sicuro c’è che l’Arabia Saudita ha fornito missili anticarro per la battaglia di Aleppo, che sarà una delle più importanti della guerra.

Intanto John Kerry, segretario di stato Usa, è arrivato oggi in Quatar per una missione di coordinamento con i Paesi alleati che – insieme agli Stati Uniti – hanno annunciato di voler garantire “assistenza” ai ribelli. Il vertice si terrà domani e vi parteciperanno anche Italia, Gran Bretagna, Egitto, Francia, Germania, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia e Emirati Arabi. “L’obiettivo della riunione – ha affermato Kerry – è quello di concordare le modalità con le quali assisteremo l’opposizione siriana”. Intanto si attende la prossima mossa della Russia.

[Fonte: fanpage]

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