Jeremy Irons arriva con un cappello bianco e il pubblico subito si alza e lo applaude. Lui uno degli attori più famosi al mondo, premio Oscar per “Il mistero di Von Bulow”

Un attore che ha conquistato il mondo con le sue interpretazioni. Jeremy Irons e’ stato protagonista di una Tao Class dove si e’ raccontato e ha spiegato perché è necessario salvare il mondo dall’emergenza rifiuti. “E’ necessario cercare di cambiare la percezione dei governi locali e fare capire che le persone che si sono occupate dell’emergenza dei rifiuti devono cambiare le loro abitudini. Noi tutti dobbiamo fare la differenziata perché i rifiuti sono per noi una risorsa. Credo però che questo sia un cambiamento che prenderà spazio lentamente. Quando vado al supermercato e c’è un imballaggio troppo pesante, lo lascio là, così come bisogna vietare le buste di plastica. Ci sono tantissime cose che noi possiamo fare perché siamo noi a governare il mondo. La responsabilità è nelle nostre mani”. Dice Jeremy Irons.

Lo osservo e noto la sua immagine regale. E’ uno degli attori più versatile. “Interpreto tantissimi ruoli, non solo sui grandi della letteratura. E per me è sempre un motivo di stupore il perché mi scelgano per interpretare un ruolo. Ci sono tante cose che amo fare nella vita, non solo recitare. Mi piace andare a cavallo, fare giardinaggio, andare a vela. Quando invece ho tra le mani il copione, comincio a conoscerlo, rivivo l’epoca storica e piano piano entro nel personaggio. Io non devo necessariamente recitare, mi piace fare tante cose, non sono uno che deve per forza recitare. Mi piace la mia vita e ho tante cose da fare.” Dice l’attore con molta serenità.

Ma Jeremy racconta anche dei suoi ruoli al cinema: “Non esistono piccoli ruoli, magari ci sono ruoli che hanno soltanto qualche immagine. Inevitabilmente quando si invecchia i ruoli interessanti diminuiscono e quindi spesso partecipi a ruoli minori, ma non esistono film minori secondo me. Magari adesso lavori un mese invece di quattro. I cattivi spesso sono più interessanti dei buoni, ma quello che mi piace fare e’ riuscire a poter pagare le bollette con i miei film e interpretare un ruolo bene, che si tratti di protagonista o meno.”

Sulla tecnica ha detto: “Se ti affidi solo alla tecnica alla fine rimani deluso. Devi utilizzarla per la distanza che vuoi raggiungere. L’obiettivo è trovare le emozioni e la tecnica è un aiuto, non un punto di arrivo. Ciò di cui hai bisogno è riuscire a sentire quell’onda ed occorre la tecnica per restare concentrati e cercare nel proprio cuore l’emozione. Sui registi invece racconta “Credo che lavorare con un regista del quale ti fidi ti permetta di abbandonarti completamente. Spesso quando giri una scena guardi il monitor per controllare come sei andato. Se lavorassi con un regista di cui mi fido, mi abbandonerei completamente”.

Ma nella sua professione importante è stata anche la voce. “Mi piace comunicare con gli altri e mi piace condividere perché sono un essere umano.” Ha anche descritto la meravigliosa torre in cui vive. “Quindici anni fa mi ero stufato di fare il lavoro che facevo e quando ti annoi ti comporti come una persona noiosa. Così mi sono trasferito in Irlanda e ho trovato una grande casa medievale con una torre, l’ho comprata, ristrutturata, mi sono occupata della direzione lavori e in sei anni l’ho trasformato nel luogo più bello che abbia mai visto ed è il luogo più straordinario dove io abbia mai vissuto.”

Ha avuto anche un pensiero per il Papa. “Credo che Papa Francesco sia un principe, è un uomo straordinario e un papa che ha capito a pieno il suo ruolo.” Infine ha spiegato perché si definisce un attore anomalo. “Quando ho iniziato ero molto giovane e pensavo che fosse bellissimo. Pero’ con il passare del tempo cominci ad amare meno gli alberghi e preferisci stare a casa tua. Quando devo diventare un personaggio io lo divento perché devo essere quel personaggio, mi piace essere il personaggio ma non mi è mai piaciuto tanto il circuito che c’è intorno. Mi piace fare tante cose.”

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