Poker di Torres (che sbaglia anche un rigore) e tripletta di Villa, a segno anche David Silva (doppietta) e Mata


Che non ci fosse storia tra le nazionali di Spagna e Tahiti, lo sapevano tutti, tahitiani compresi. Ma a sconvolgere è stato il livello di presunzione della Nazionale iberica, che a tratti ha infastidito perfino i propri tifosi. Il 10-0 con cui la formazione campione del mondo e d’Europa in carica si è sbarazzata degli isolani del Pacifico è stata una dimostrazione di forza di cui proprio non si sentiva il bisogno. Tra le altre cose, eguagliato il record di gol in una sola partita (in precedenza c’era l’8-2 di Brasile-Arabia Saudita di Messico 1999), e nuovo record di vittoria col massimo scarto in un’edizione della Confederations Cup. Per la Spagna una vittoria prevedibile, per Tahiti tanto impegno ma poche idee e ancor meno gambe. In campo, se di “cronaca” del match si può parlare in questi casi, è tutto facile per la Spagna, che sblocca subito con Torres dopo cinque minuti e poi dilaga con un gol ogni 9 minuti.

Alla fine il Niño firma il proprio poker personale, David Villa una tripletta, una doppietta di David Silva e perfino Mata. Per Villa perfino un gol annullato, mentre Torres ha sbagliato un calcio di rigore. Difficile commentare una partita così, perché davvero non c’è nulla da dire. Da parte della Spagna, tanta, tantissima presunzione ed arroganza, ma anche in qualche modo imbarazzo. Come sempre succede nelle goleade, la domanda d’obbligo è: fermarsi o non fermarsi? Nel primo caso si ha il senso di umiliazione per l’avversario, nel secondo la rabbia verso il Golia che ha polverizzato David. Forse sarebbe invece il caso di chiedersi: che senso ha una competizione ufficiale in cui si incrociano due squadre il cui divario è spaventoso? Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

[Fonte: fanpage]

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