Battiato è un artista con una grande propensione verso la dimensione contemplativa. E’ nota infatti la sua passione per il mondo spirituale sufi e la sua ricerca di ispirazione araba, che tanto ha contribuito alla cultura della Sicilia.

Sebbene uso ad uno stile di vita lontano dalla dispersione degli eventi mondani, Battiato ha comunque accettato di intrattenersi, ricordando il suo primo produttore musicale, il grande Giorgio Gaber, e la considerazione ottimistica della elezione a sindaco di Catania di Enzo Bianco. Si è anche soffermato sulla sua concezione di cinema, tradendo però una personalità non completamente consacrata al culto del grande schermo.

Per molti artisti della pellicola il vero cinema è quello della fruizione nella sala cinematografica, dove la condivisione con gli altri delle emozioni nate sotto la luce del proiettore è essenziale. Per Battiato invece il cinema lo si può godere anche attraverso lo schermo televisivo o, ancora meglio, quello del computer. Importanti sono le immagini, ovvero ciò che esse rivelano indipendentemente da tutto e tutti.

Ci viene in mente ciò che Fellini spesso diceva a proposito del cinema in televisione. Il piccolo schermo coriandolizza il film, gli fa perdere il fascino del mito della grandezza e del divertimento comune.

Chi ha ragione? Ovviamente è una questione opinabile, però un certo purismo cinematografico vede la prospettiva di Fellini senz’altro più appropriata, anche se legata ai tempi che furono. In effetti Battiato è prima di tutto un musicista, che ha voluto spaziare anche nel cinema, pur conservando probabilmente il suo retaggio originario. Oggi probabilmente la maggior parte dei film vengono visti nell’intimità data dal computer e Battiato in questo è senz’altro figlio dei suoi tempi.

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