La denuncia arriva da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, che ha affermato che la lotta all’evasione fiscale è stata caratterizzata “da andamenti ondivaghi e contraddittori che denotano l’esistenza di divisioni su un tema che, per sua natura, dovrebbe costituire elemento di piena condivisione e concordanza”


“L’evasione fiscale continua ad essere per il nostro Paese un problema molto grave, tra le cause delle difficoltà del sistema produttivo, dell’elevato costo del lavoro, dello squilibrio dei conti pubblici, del malessere sociale esistente”. Esordisce così la relazione al Parlamento della Corte dei Conti, che sottolinea come l’evasione anziché diminuire sia in crescita anche per colpa delle divergenze strategiche su come affrontarla.
La conseguenza è che chi ha sempre pagato le tasse vede impennare la pressione fiscale, salita al 53%. Il grido d’allarme è stato lanciato da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, che ascoltato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha affermato che la lotta all’evasione fiscale è stata caratterizzata “da andamenti ondivaghi e contraddittori che denotano l’esistenza di divisioni su un tema che, per sua natura, dovrebbe costituire elemento di piena condivisione e concordanza”.

Il recupero dell’evasione consentirebbe di alleviare sensibilmente la pressione fiscale, che attualmente “si è impennata al 53%”, dieci punti percentuali in più di rispetto a quella “apparente”. A tutto ciò si aggiunga la crisi economica e i ben noti effetti sull’occupazione e conseguentemente sul reddito dei cittadini.
Spiega Giampaolino: “L’aggravarsi della crisi economica ha reso evidente e clamoroso un fenomeno già noto da tempo: il ricorso ad una sorta di finanziamento improprio delle attività economiche attraverso il mancato pagamento di tributi (per lo più Iva) e contributi”.
Nella relazione il presidente della Corte dei Conti ha spiegato come al “Sud e nelle Isole sia più intensa la ‘propensione all’evasione’, con oltre il 40% dell’Iva e il 29% dell’Irap, a fronte di livelli pressoché dimezzati nel Nord del Paese”. “Sui valori assoluti – ha aggiunto – le differenze si invertono: la maggior parte dell’evasione si concentra sul Nord-Ovest, zone nelle quali si realizza la quota più rilevante del volume di affari e redditi”.

[Fonte: fanpage]

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