Fondi Viminale, arrestato il prefetto La Motta

La notizia: A finire in manette sono stati in quattro. L’inchiesta capitolina riguarda la gestione dei Fondi del Viminale: le accuse sono di peculato e falsità ideologica. Un’inchiesta parallela a Napoli lo vede indagato per associazione a delinquere e rivelazione del segreto d’ufficio. Il giudice nell’ordinanza: “Rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove”. Indagata per peculato anche dirigente degli Interni. Alfano: “Il ministero è parte lesa”. (Fonte: articolo di Maria Elena Vincenzi, da Repubblica)

Può anche darsi che lo svolgimento dei indagini e processi dimostrerà che il prefetto sia innocente; la notizia, comunque, è sorprendente perché non si tratta dell’ultimo arrivato! Ha ricevuto alte onorificenze attribuite dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio dei Ministri!

Sono eventi che non possono accadere ad un comune cittadino! Eventi che devono essere preparati da una serie di personaggi che devono garantire per il premiando; molto singolare, pertanto, che tali personaggi ignorassero la doppia vita! Forse è il caso di richiedere trasparenza e pulizia! Più alte sono le carche istituzionali più trasparenza occorre: c’è una commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI.

Esiste una trasparente “commissione di vigilanza” che garantisca gli elettori sulla trasparenza dei personaggi che devono tutelare tutti i cittadini? I segreti d’ufficio relativi alle attività istituzionali delicate nazionali ed internazionali vanno tutelati: però si deve sapere tutto circa i cittadini che ricoprono le cariche istituzionali elevate! Le “doppie vite”, le “relazioni pericolose” non sono ammesse!

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