G8, le priorità: promuovere crescita e sviluppo. Letta: “Importante la lotta a disoccupazione”

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, nella seconda giornata di lavori del G8, durante la conferenza stampa ha parlato di crescita, sviluppo, riforme strutturali. Ecco le parole-chiave attorno alle quali ruota l’accordo – articolato in 10 punti – su cui, nei fondamentali temi dell’economia, gli 8 “grandi” hanno trovato un’intesa nel vertice di Belfast.

Come comunicato dal sito del Governo, nella giornata di ieri, a margine del G8 il premier ha avuto incontri bilaterali con il primo ministro canadese, Stephen Harper, il presidente statunitense, Barack Obama, il primo ministro britannico, David Cameron, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe.

Incontri che hanno portato alla deliberazione comune che recita: “Le prospettive economiche globali restano deboli, sebbene i rischi di un peggioramento si siano ridotti, grazie alle significative azioni politiche prese da Stati Uniti, eurozona e Giappone. I rischi al ribasso nell’area euro sono diminuiti nell’ultimo anno, ma resta la recessione“, affermano i leader del G8″.

Letta ha subito chiarito che durante la riunione, è emerso “un grande ombrello di accordi, intese e strategie che spingono le politiche del mio governo con stimoli molto forti“. Del resto, il nostro Paese non è un sorvegliato speciale, “come dimostrano i suoi numeri che sono a posto” e come confermato dallo stesso Barack Obama, che sul lavoro “mi è parso una sponda che potrà essere utile in altre occasioni” e che ha mostrato “molta attenzione sul tema della disoccupazione giovanile“. In generale dall’intero G8, continua Letta, “sta venendo fuori una pressione ed una volontà di agire sui temi della lotta ai paradisi fiscali: uno schema che verrà riproposto anche al G20“.

Il Presidente del Consiglio ha riservato anche un passaggio al premier britannico Cameron, anticipando che il 16 e 17 luglio sarà a Londra per un incontro privato con un tema del tutto particolare: “Come dire agli inglesi che per noi è importante che la Gran Bretagna resti nell’Unione Europea. Infatti la Ue non sarebbe migliore senza la Gran Bretagna, anzi“.

Un passaggio importante, gli 8 grandi, lo riservano alla lotta all’evasione fiscale. Nel documento si definisce che le autorità fiscali dei Paesi del G8 debbano automaticamente condividere informazioni “per combattere la piaga dell’evasione fiscale” e rendere più difficile per le aziende “spostare i propri profitti oltre confine per evitare le tasse”. Come parte dei piani del G8, che verranno sviluppati nel corso del summit del G20 che si terrà nei prossimi mesi, le multinazionali sarebbero obbligate a dichiarare quante tasse pagano in ogni Paese dove operano. Le nuove regole dovrebbero rendere più difficile basare società in paradisi fiscali.

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