Tornatore:

Perché il cinema si innamora sempre della Sicilia? Tornatore: “La Sicilia di per sé è un luogo cinematografico”. Durante l’incontro che c’è stato domenica 16 giugno all’hotel Diodoro nell’ambito del Taormina Film Fest tra Giuseppe Tornatore e il pubblico, la conversazione ha toccato temi ed emozioni particolarmente toccanti. L’incontro aveva il titolo di Sud e Regia, coordinato da Mario Sesti, il direttore editoriale del festival. Oltre a Tornatore, l’altro ospite d’onore era Franco Rosi, presente in diretta Skype, che con il regista siciliano ha avuto una lunga frequentazione fin dai suoi esordi.

Perché il cinema si innamora sempre della Sicilia? E’ stata la domanda di un giornalista a Tornatore.
La Sicilia di per sé è un luogo cinematografico, talmente numerose e variegate sono state le occasioni in cui questa terra ha ispirato autori e registi nel raccontarla e nel raccontare l’umanità delle storie che qui si sono svolte e ancora si svolgono.

Quasi una categoria estetica autonoma dell’immaginario collettivo, la Sicilia. Forse non è un caso che fu proprio Franco Rosi, napoletano, ad averne saputo interpretare il carattere popolare attraverso quel capolavoro che raccontò Salvatore Giuliano. Napoli e la Sicilia hanno in effetti anche questo in comune e al sodalizio nato tra Tornatore e Rosi, che hanno recentemente scritto un libro insieme, probabilmente ha contribuito anche questo aspetto.

La pillola che abbiamo estratto da oltre un’ora e mezza della durata dell’incontro vede Tornatore testimoniare di questa ricchezza della Sicilia, che continua ad ospitare innumerevoli set cinematografici provenienti da tutto il mondo. Tanto che un’antologia redatta dal regista siciliano alcuni anni fa, in cui egli tentava di elencare le maggiori produzioni cinematografiche svolte in Sicilia, oggi appare già vecchia e superata, per quanto si è andato producendo ultimamente.

“Ah, se la nostra regione avesse sviluppato delle strutture produttive autonome, che successo avrebbero avuto!”, si lamenta Tornatore. Un esempio dei molti aspetti trascurati della nostra Italia, soprattutto per ciò che concerne la valorizzazione e promozione della cultura e della lunga storia che la caratterizza.

Si può essere assoggettati ai poteri “stranieri” in tanti modi, aggiungiamo noi. Questo che ha riferito il regista è uno dei più ambigui e nascosti, sebbene alla lunga gli effetti possono rivelarsi ancora più disastrosi di un’occupazione esplicita.

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