Secondo giorno del Taormina Film Fest e l’attenzione e’ tutta per il regista Giuseppe Tornatore che ha tenuto una “Tao Class” dal titolo “Sud e regia”

L’incontro moderato da Mario Sesti, ha visto la presenza di Francesco Rosi via Skype. Ma la TaoClass potrebbe chiamarsi anche Tornatore racconta Rosi e Rosi racconta Tornatore. Durante l’incontro sono state mostrate clips dei due registi tra cui La sfida, “Il camorrista”, “Baaria”, “Le mani sulla città”.
Tornatore e Rosi rappresentano il binomio perfetto del meglio del cinema italiano. Ad esordire è Tornatore che spiega tutta la sua stima nei confronti di Rosi. “Qualcuno ha detto che il cinema non sarà più lo stesso dopo Salvatore Giuliano. E lo stesso può dirsi di Rosi perché racconta il comportamento della criminalità ai diversi livelli di potere e lo fa con l’ intelligenza e abita visiva del cinema. Nella realtà puoi trovare tutto ciò che serve al cinema per raccontare la realtà” dice Tornatore. “Il cinema vede quello che noi non vediamo – dice Rosi – perché scruta la realtà. Lo spettatore deve riconoscerai nelle cose che avvengono sullo schermo perché deve diventare qualcuno che aiuta il regista” dice Rosi.

Il discorso realtà e finzione si fondono nella clip “Salvatore Giuliano” del 1968 seguito da “Baaria” del 2009. “Ho potuto girare il film Salvatore Giuliano perché ho chiamato tutti i contadini a girare il film e si sono tutti egregiamente calati nella parte” racconta Rosi. La particolarità del film e’ la linea narrativa. Lo stile della narrazione montata in maniera non tradizionale, rende il film originale. Rosi ha inventato un modo di esprimersi nuovo, infischiandosene delle regole generali. Il cinema e’ fatto di emozioni e sono tante quelle che trapelano nei film di Tornatore, come ad esempio nel film “La leggenda del pianista sull’oceano o nei tanti film di Rosi. La Sicilia, a detta dello stesso Tornatore e’ di per se cinema.

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