La Sicilia di Rosario Crocetta saluta, in data odierna, le province che saranno sostituite da consorzi tra comuni. Sono 335 i dipendenti provinciali che dovranno immediatamente abbandonare il loro mandato. Crocetta: “Tranquilli, non si perderà un solo posto di lavoro”


Ultimo giorno di vita per le province siciliane ed ultimo giorno di lavoro per presidenti, assessori e consiglieri provinciali che spariranno insieme all’ente provincia. Sono 335 i dipendenti che oggi lasceranno sedi e uffici provinciali. Lo stabilisce una circolare dell’assessore alle Autonomie Locali, Patrizia Valenti, che ne ha fissato la scadenza in base al termine del mandato quinquennale. Tale modifica allo statuto regionale dovrebbe far risparmiare alla Sicilia circa 50 milioni di euro.

In attesa che all’Ars venga approvato il disegno di legge che darà vita ai liberi consorzi tra comuni non vi saranno più elezioni ed entreranno a far parte dei suddetti consorzi gli amministratori dei Comuni, con funzioni ancora da definire. Intanto la giunta di Crocetta sta nominando i commissari prefettizi, che a Catania, Ragusa, Trapani e Caltanissetta sono già insediati, anche se ancora non ufficialmente e si occuperanno di gestire gli enti fino all’avvenuta creazione dei liberi consorzi. A presiederli, come abbiamo detto, saranno sindaci indicati dalle assemblee di amministratori (con elezione indiretta di secondo grado) senza alcuna indennità aggiuntiva. Fuori dai consorzi resteranno le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

Secondo la norma che regola lo scioglimento delle province, i nuovi enti dovranno essere costituiti entro il 31 dicembre 2013. Ma non è così facile come potrebbe sembrare. L’Unione delle Province regionali (Urps) ha già lanciato l’allarme sul rischio per gli stipendi da luglio in poi: a causa dei tagli nei trasferimenti da parte dello Stato alla Regione, infatti, andrebbero persi circa 80 milioni di euro. Ma il Presidente Crocetta ha già portato la situazione all’attenzione del premier Enrico Letta.

“Il personale stia tranquillo, non si perderà un solo posto di lavoro”, assicura il presidente della Regione. Un comitato dei saggi – è una moda oramai – sta intanto lavorando al nuovo testo di legge per la creazione dei liberi Consorzi. “Spero sia pronto al più presto e che l’Assemblea lo approvi entro i termini che ci siamo dati”, aggiunge Crocetta.

In seguito alla carenza di fondi, potrebbero subirne le conseguenze anche le scuole, gestite dagli enti in questione. Non c’è da disperare comunque in quanto è già stato siglato l’accordo tra Regione e Province sul patto di stabilità verticale che prevede una cessione di “spazi di spesa” dalla Regione ai Comuni superiori ai 5 mila abitanti, un passaggio da 420 milioni, prima richiesti ai Comuni siciliani per il raggiungimento dei saldi di finanza pubblica, a circa 74 milioni che comunque non sono stati raggiunti. La Regione ha quindi ceduto spazi finanziari alle Province per 57 milioni di euro, distribuiti ai nove enti: a Palermo vanno 13 mln, seguono Catania con 11,8 mln, Messina con 6,1 mln, Siracusa con 5,6 mln, Ragusa con 5,2 mln, Trapani con 4,4 mln, Enna con 3,3 mln e Caltanissetta con 2,8 mln.

FINALMENTE – Qualche cenno storico. Le Province non sono previste dallo Statuto della Regione siciliana e come ben dovremmo tutti sapere, lo statuto della Regione Siciliana è legge costituzionale. Tale statuto prevede non solo la soppressione delle circoscrizioni provinciali ma riconosce il valore fondamentale dei comuni e dà forza e potere ai consorzi comunali (art. 15). Eppure l’assemblea siciliana era riuscita ad aggirare la norma costituzionale facendo forza sulla legge regionale 9/86, legge di incredibile inconstituzionalità. Comunque, meglio tardi che mai.

[Fonte: fanpage]

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