Secondo funzionari del governo degli Stati Uniti l’esercito siriano avrebbe fatto massiccio uso di armi chimiche contro i ribelli, in particolare il gas sarin. Per questo l’amministrazione Obama è sempre più propensa a creare una No Fly Zone al confine tra Siria e Giordania, che verrà fatta rispettare dai caccia Usa già pronti nelle basi della Giordania.

La Casa Bianca aveva avvertito che l’uso di armi chimiche nel conflitto che dura da due anni sul suolo siriano, sarebbe stata una “linea rossa” da non attraversare.
In una nota la Casa Bianca ha annunciato il suo aiuto ai ribelli: “Il regime di Assad deve sapere che le sue azioni ci hanno portato ad aumentare l’assistenza che offriamo all’opposizione siriana, incluso l’aiuto diretto ai ribelli. E questi sforzi aumenteranno andando avanti”.
I ribelli siriani hanno subito chiesto l’invio di mezzi anti-aerei e anti-carro, oltre ad altre armi sofisticate.

L’annuncio di un impegno degli Stati Uniti ad armare i ribelli arriva a una settimana dal vertice del G8, al quale parteciperà anche la Russia di Putin, notoriamente più vicina alle posizioni di Assad, tanto da avergli venduto armi pesanti ed aver trattato per dieci caccia mig: “Crediamo che la Russia e tutta la comunità internazionale debbano essere preoccupati per l’uso di armi chimiche”, ha detto ieri Rhodes.
Ma dalla Russia c’è chi accusa Obama di aver fabbricato le prove. ” I dati sull’uso di armi chimiche da parte di Assad fabbricati sono stati costruiti, così come le bugie sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Obama è sulla strada di George W. Bush”, ha twittato Alexiei Pushkov, presidente della Commissione Esteri della Duma vicino al Cremlino.

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