Guai con il fisco per il pallone d’oro Lionel Messi, contro il quale è scattata una denuncia della procura catalana che accusa l’attaccante argentino di aver evaso le tasse per oltre quattro milioni di euro tra il 2007 e il 2009.

Il giocatore però si difende: “Abbiamo appena saputo, attraverso i media, delle azioni intraprese dalle autorità fiscali spagnole. Siamo sorpresi dalle notizie, perché non abbiamo mai commesso nessuna violazione” dice Messi sulla sua pagina facebook – “Abbiamo sempre rispettato in pieno i nostri obblighi fiscali, seguendo le indicazioni dei nostri consulenti che si preoccuperanno di chiarire questa situazione”.

Il meccanismo per l’evasione si basa sulla cessione simulata dei diritti di immagine del calciatore a società appositamente create in paradisi fiscali (si parla di Belize e Uruguay).
L’obiettivo dell’operazione era “fare in modo che i soldi transitassero dai Paesi di residenza delle aziende o enti paganti” direttamente “alle società domiciliate nei paradisi fiscali senza sottoporsi al pagamento delle imposte”.

Per simili reati fiscali, se accertati, la legge spagnola prevede pene detentive da 2 a 6 anni e sanzioni pecuniarie pesantissime: si rischia di pagare dal doppio al sestuplo della somma evasa se questa supera la soglia di 600.000 euro. Insomma l’argentino potrebbe essere sanzionato per una cifra fino a 24 milioni.

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