Edward Snowden, la talpa che ha messo in piazza i segreti della National Security Agency americana, si è rapidamente dileguato, come era prevedibile; ma lo scandalo “datagate” che ha innescato nei giorni scorsi con le sue rivelazioni potrebbe lo stesso riservare nuove, eclatanti sorprese.
“Ci sono dei programmi di spionaggio estremamente invasivi che il pubblico ancora non conosce”, ha detto in un’intervista alla Cnn Glenn Greenwald, il giornalista del Guardian che ha fatto il grande scoop pubblicando i documenti che gli ha fornito Snowden sulla raccolta dei tabulati telefonici e dati internet di milioni di americani da parte della Nsa, la maggiore agenzia di intelligence Usa.
“Attualmente – ha annunciato – stiamo lavorando a degli articoli che riteniamo siano di grande valore per il pubblico e che gettano ulteriore luce sulla Nsa”.

Gli inquirenti, allo stesso tempo, “stanno lavorando con la Nsa e altre agenzie di intelligence per capire a quali informazioni possa aver avuto accesso questo individuo e come possa essere stato in grado di sottrarle”, ha detto un alto funzionario dell’intelligence, citato in forma anonima dal Washington Post.
Parallelamente, il Dipartimento della Giustizia sta valutando quali possono essere i capi di imputazione da sollevare contro Snowden. Al momento non è chiaro in quale tipo di reato possa essere incorso, ma secondo alcuni esperti, sicuramente quando è stato assunto come esperto informatico dalla Booz Allen, il colosso delle consulenze high-tech utilizzato come contractor dalla Nsa, avrà firmato un impegno di riservatezza per poter avere accesso a dati ‘top secret’.

E proprio la violazione di tale impegno potrebbe costargli ora una condanna compresa tra alcuni anni di prigione e l’ergastolo. Il fatto che la Booz Allen abbia oggi annunciato che Snodwen é stato licenziato già il 9 giugno per violazione “del codice etico” dell’azienda sembra peraltro dimostrare che questa sarà una delle strade che seguirà il Dipartimento di giustizia.
Di certo, con le sue rivelazioni Snowden si è fatto molti nemici. “È un traditore” che “ha messo gli americani a rischio, ha mostrato ai nostri avversari quali sono le nostre capacità “, ha detto lo speaker della Camera, John Boehner.
Anche secondo la presidente della Commissione intelligence del Senato, Dianne Feinstein, Snowden “é un traditore”. A suo favore si sono mossi in pochi a Capitol Hill.
Tra di loro c’é l’ex candidato alla vicepresidenza Paul Ryan. Su questa storia, ha detto, “ne voglio sapere di più, per conto delle persone che rappresento”. Tuttavia, secondo un sondaggio del Pew Research Center, la maggior parte degli americani – il 56 per cento – ritiene che il controllo dei tabulati telefonici e dei dati internet da parte della National Security Agency sia “un modo accettabile con cui il governo indaga sul terrorismo”.
E così sembrano pensarla anche la maggior parte dei parlamentari, molti dei quali chiedono che Snowden venga punito severamente. Prima però deve essere acciuffato.

Alcune fonti dicono che Snowden si trovi ancora ad Hong Kong e che, per aggirare un lungo processo di estradizione, il Dipartimento Usa potrebbe chiedere alle autorità locali semplicemente di espellerlo. Anche se per lui viaggiare potrebbe essere orami estremamente complicato, Snowden di certo sta pensando di chiedere asilo in qualche Paese, come l’Islanda, come lui stesso ha detto.

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, gli consiglia piuttosto di andare in America Latina, ma da Mosca arriva invece notevole offerta di disponibilità: “Se ci arriverà una richiesta (di asilo politico, ndr) sarà esaminata”, ha dichiarato Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin.

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