Venezia non vuole che i palazzi sull’acqua, le grandi navi da crociera che ogni giorno sfiorano Piazza San Marco, continuino a percorrere indisturbate la laguna. La protesta inscenata dal comitato No grandi navi e dai giovani dei Centri sociali, che da tempo si oppongono all’ipotesi che la città possa trasformarsi in una seconda isola del Giglio, è culminata in una doppia manifestazione, a terra ma anche sull’acqua.

Nella prima, davanti all’ingresso della Stazione Marittima, centinaia di persone hanno fronteggiato lo schieramento delle forze dell’ordine, decise a non permettere il regolare ingresso nell’area dei crocieristi pronti ad imbarcarsi e dei lavoratori portuali. Ne è nato un tafferuglio con momenti di forte tensione, tra spinte e qualche colpo di manganello.

Per tutta la mattina i manifestanti hanno di fatto bloccato gran parte dell’attività marittima, tra canti, slogan e proteste colorate. Nel pomeriggio la manifestazione, al grido “Non prendete quella nave”, si è trasferita in acqua, davanti al molo di San Basilio. Decine e decine di piccole e grandi imbarcazioni hanno “occupato” il canale della Giudecca, per ostruire fisicamente, con la loro presenza, il passaggio delle navi. Una guerra di posizione finita in serata sotto i colpi impietosio del vento, delle onde e di una pioggia insistente che hanno via via assottigliato il fronte agguerrito della protesta.

Solo poco prima delle 21, con almeno tre ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia, i transatlantici dei crocieristi hanno potuto prendere regolarmente la via del mare. Tra queste la nave Msc Fantasia che salpava con alcune glorie rossonere, oltre a Adriano Galliani e Massimiliano Allegri, per una crociera nel Mediterraneo. Soddisfatto dell’esito dell’iniziativa, che conclude una tre giorni di protesta, il comitato “No grandi navi”.

“Il bilancio di questa lunga giornata è più che positivo – commenta il portavoce Silvio Testa – perché la città ha detto chiaramente che non vuole questo tipo di crocierismo e che le grandi navi devono restare fuori dalla laguna”.

Testa lancia un messaggio anche al sindaco Giorgio Orsoni che il 13 giugno incontrerà il ministro Lupi per affrontare la questione. “Se porterà avanti l’idea di spostare le navi a Marghera – spiega – sappia che lo farà senza nessun mandato popolare perché il comitato vuole che le imbarcazioni da crociera stiano fuori dalla laguna”.

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