L’Italia continua a non essere un Paese per bambini: nella Relazione al Parlamento 2013 del Garante per l’infanzia e l’adolescenza si legge che le politiche finora adottate sono fallite e resta una scarsa attenzione verso le necessità materiali e i diritti dei minori


In Italia c’è una “scarsa attenzione verso le necessità materiali e i diritti” dei minori: è quanto emerge, tra le altre cose, dalla Relazione al Parlamento 2013 del Garante per l’infanzia e l’adolescenza che Vincenzo Spadafora ha presentato oggi alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso e del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.
Secondo il Garante nel nostro Paese le politiche finora adottate in materia di infanzia e adolescenza sono fallite.
Il tempo a disposizione nel 2012 è stato sufficiente – è quanto sottolineato – a permettere “una pianificazione delle priorità di azione per il 2013 e all’individuazione delle criticità che determinano in Italia una scarsa attenzione verso le necessità materiali e i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Fallimento delle politiche – Spadafora ha citato dei dati Istat già noti: quelli che dicono che in Italia vivono in situazione di povertà relativa 1.822.000 minori (il 17.6% dei bambini e adolescenti), il 7% vive invece in condizioni di povertà assoluta.
Il Garante per l’infanzia ha sottolineato il dato relativo al rischio di povertà ed esclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie con tre o più minori: 70 su 100 minorenni che nascono in famiglie numerose nel Mezzogiorno rischiano così di essere poveri.
Rispetto allo scorso anno non sembra essere cambiato nulla, con la classe dirigente che – il dito è puntato contro di loro – continua a non comprendere il valore di tali investimenti che secondo il Garante possono essere un antidoto per uscire dalla crisi e per non compromettere la crescita futura.
Per il presidente del Senato Pietro Grasso, la povertà infantile è una vera e propria “questione sociale” da porre al centro dell’azione pubblica.

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