Il Sudafrica e il mondo sono con il fiato sospeso per Nelson Mandela. Madiba è di nuovo in ospedale in condizioni gravi, ricoverato a causa di un riacutizzarsi dell’infezione polmonare che già in passato l’aveva colpito. Il simbolo della lotta anti-apartheid, 94 anni, stava di nuovo male da diversi giorni. Ma nella notte le sue condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il suo trasferimento all’ospedale di Pretoria.

“Le sue condizioni sono preoccupanti, ma stabili”, ha fatto sapere la presidenza sudafricana. “Questa volta è grave”, ha ammesso il portavoce Mac Maharaj, aggiungendo tuttavia che Madiba riesce a respirare da solo e “penso che questo sia un buon segno”. La moglie di Mandela, Graca Machel, ha cancellato un viaggio a Londra per restargli vicino: ieri mattina, quando il marito è stato ricoverato, lei lo ha accompagnato ed è attualmente con lui in ospedale.
“I dottori ci hanno assicurato che è sereno” e ad assisterlo, ha fatto sapere ancora la presidenza sudafricana, ci sono i medici più esperti, che stanno facendo di tutto per migliorare le sue condizioni. Milioni di persone in tutto il mondo e in Sudafrica, dove l’ex presidente resta il simbolo della lotta anti-apartheid e non solo, sono in ansia. E migliaia di messaggi di sostegno sono giunti da ogni angolo del Pianeta.

“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolte a Nelson Mandela, alla sua famiglia e ai sudafricani”, ha fatto sapere anche la Casa Bianca. Mentre il presidente sudafricano Zuma, a nome del governo e di tutta la nazione, ha augurato a Mandela una guarigione rapida, chiedendo ai media e al pubblico di “rispettare la privacy sua e della famiglia”. “Durante i precedenti ricoveri eravamo molto preoccupati, questa volta la nostra ansia è mitigata dalla consapevolezza della sua età e della sua fragilità. Ma ora non abbiamo bisogno di essere troppo preoccupati, abbiamo solo bisogno di continuare a pensare a come la sua vita ci ha reso persone migliori”, ha detto Maharaj.

“Madiba è un combattente, ed a questa età, a patto che si batterà, starà bene”. Madiba, come viene affettuosamente chiamato dai suoi connazionali, negli ultimi anni è stato spesso colpito da infezioni polmonari. A minare per sempre la sua salute, la lunga detenzione a Robben Island, dove trascorse 18 dei 27 anni in cui é stato privato della libertà e dove si ammalò di tubercolosi. Gli ultimi ricoveri sono più recenti: nel gennaio 2011, per due giorni, e nel dicembre 2012, per 18 giorni. A inizio marzo, invece, si era recato in ospedale per dei controlli programmati.

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