Federalberghi: “Continua la tendenza di un turismo a due velocità, con gli italiani in costante frenata e gli stranieri in crescita, anche se spinti da tariffe al ribasso”


L’Osservatorio Turistico Alberghiero ha diffuso gli ennesimi dati drammatici sulla crisi italiana, che investe pesantemente non solo il settore industriale ma anche quello turistico. Sono sempre meno gli italiani che hanno la possibilità di andare in vacanza: il calo è del 4,7%. Di contro, invece, aumentano i visitatori stranieri, evidentemente attratti da prezzi molto competitivi: in questo caso l’incremento è stato del 3,1%. L’inchiesta è stata realizzata dal 1 al 5 giugno, intervistando con metodologia casuale internet 2.816 imprese, distribuite a campione sul territorio nazionale.

Il calo di prenotazioni ovviamente determina anche un calo dell’occupazione. Per questo Federalberghi ha chiesto al governo lo stato di crisi. I lavoratori a tempo indeterminato delle strutture turistiche sono calati da gennaio a maggio di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2012) del -4,6% e quelli a tempo determinato del -4,9%. “L’emergenza lavoro è il primo tema all’ordine del giorno non solo del Governo Letta ma anche del settore turismo, per il quale se non si interviene immediatamente, rischiamo di depauperare la qualità del servizio turistico, uno degli storici fiori all’occhiello dell’ospitalità italiana, già falcidiata dal crollo della componente interna e dal calo delle tariffe” afferma Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi. “Il crollo di quasi il 5% di lavoratori, tra occupati a tempo indeterminato ed a tempo determinato, -prosegue- rappresenta un danno incalcolabile innanzitutto per quei lavoratori e le loro famiglie alle quali viene meno oltre al lavoro una indispensabile fonte di reddito, che si rovescia sull’economia nazionale con un conseguente calo dei consumi.

“Quanto ai risultati delle presenze alberghiere – aggiunge il presidente degli albergatori italiani- continua la tendenza di un turismo a due velocità, con gli italiani in costante frenata e gli stranieri in crescita, anche se spinti da tariffe al ribasso. In queste settimane, peraltro – sottolinea Bocca – sono in corso gli incontri con le rappresentanze sindacali dei lavoratori per il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria e siamo tutti impegnati nella ricerca di una strategia comune volta a salvaguardare i dipendenti ed a sviluppare la capacità competitiva delle imprese. Ma da soli, imprese e sindacati, non ce la possono fare. Da qui la nostra richiesta della proclamazione di uno stato di crisi occupazionale per il settore, per ottenere da Governo e Parlamento quei puntelli senza i quali lo svuotamento dei reparti nelle varie imprese turistiche potrebbe divenire un pozzo senza fondo”.

[Fonte: Fanpage.it]

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