Il cinema ricongiunge il dramma umano e il dibattito su testamento biologico ed eutanasia proponendo la storia tutta italiana di Eluana Englaro nell’ America di Terry Schiavo. Il regista Marco Bellocchio ha portato a New York la sua pellicola ‘La Bella Addormentata’ in occasione della rassegna Open Roads, il festival presentato da Film Society of Lincoln Center insieme all’Istituto Luce-Cinecittà-Filmitalia, con il sostegno del ministero per i Beni e le Attività Culturali e in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiana di New York.

“Il caso di Terry Schiavo è stato molto seguito in Italia ed è ritornato con la morte di Eluana Englaro – dice Bellocchio all’Ansa – In una ricerca artistica tuttavia ci si basa su storie come queste ma anche su ciò che ti riguarda personalmente, perché può esserti capitato di avere vissuto drammi del genere”.
Il film, che si svolge durante gli ultimi sei giorni di vita di Eluana, racconta le storie di alcuni personaggi direttamente o indirettamente coinvolti nella vicenda. “E’ il caso umano di un padre che interpretando la volontà della figlia si è battuto per 17 anni perché un giudice gli desse ragione – spiega il regista – si tratta di un discorso di testamento biologico”. Per Bellocchio l’eutanasia è invece qualcosa di diverso, poiché riguarda la scelta quasi filosofica di ciascuno di noi di decidere se vivere o morire, in qualsiasi condizione, anche di assoluta normalità.

“Questo è qualcosa che non mi trova d’accordo, di fronte a una persona che vuole fare questa scelta, un po’ come accade nel film, io cercherei di oppormi in ogni modo”. Secondo Bellocchio il tema del testamento biologico è in qualche modo di fatto ammesso anche dalla chiesa cattolica. “Ci sono stati due casi clamorosi, quello del cardinale Martini e di Papa Wojtyla”, ricorda. Per lui è un segno che anche nella chiesa ci sono posizioni più tolleranti di altre: “L’atteggiamento è sempre quello di negare in senso assoluto il principio e di tollerare il caso singolo”. L’atteggiamento della società è invece a suo parere quasi misterioso.

“Sembra un miracolo che in un’Italia democristiana sia passata una legge sul divorzio o sull’aborto. E’ come se le classi politiche improvvisamente avvertano che non ci si può più opporre a certi argomenti – aggiunge – mi ha colpito il fatto che alcuni esponenti di destra ora aprano alle unioni gay, cosa che non sarebbe mai accaduta anni fa”.
“Queste cose – continua – avvengono per un calcolo politico, perché si accorgono di avere un elettorato più avanti di loro e perché vedono che cambia il mondo, anche se purtroppo si arriva sempre in ritardo”.
Bellocchio non vuole svelare l’argomento del suo prossimo film, che però sembra avere già ben chiaro in testa: “Di cosa parlerà? Lo so, ma non lo dico”, afferma, sottolineando tuttavia che oggi con la crisi “le cose sono più difficili che in passato, un autore deve essere pronto e avere in testa più di un soggetto, poi realizzare quello per cui trova i soldi”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=hSFlB4V7uns[/youtube]

[Fonte: americaoggi]

© Riproduzione Riservata

Commenti