La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) rinvia a giudizio Mercedes e, come si evince dal comunicato redatto ieri alle 21.09 e pubblicato alle 22.30, la Pirelli per il test effettuato dopo il Gran Premio di Spagna sul circuito di Montmelò.
La Ferrari, che assieme alla Red Bull ha avanzato protesta formale a Montecarlo, è stata assolta visto che il test da essa effettuato a Montmelò dopo il Gran Premio del Bahrain era regolare perché la scuderia di Maranello ha utilizzato la monoposto del 2011 (la 150 Italia).
“Il presidente della FIA ha deciso – è scritto nella nota – di chiudere il caso relativo alla Scuderia Ferrari per il test organizzato dalla Pirelli per il 23-24 aprile (perché) usando una vettura del 2011 non ha contravvenuto alle regole sportive“.

La Mercedes ha violato l’art. 22 del regolamento sportivo perché ha usato la vettura 2013. Il comunicato emesso dalla FIA lascia intendere che anche la Pirelli ovrà difendersi di fronte al Tribunale Internazionale.
Il Presidente della FIA ha deciso di portare il caso riguardante il test condotto da Pirelli e Mercedes a Barcellona il 15-17 maggio davanti al Tribunale Internazionale perché l’inchiesta ha stabilito che le condizioni in cui si è svolto il test possono costituire una violazione del regolamento sportivo“.

Per aspettare la sentenza potrebbe passare un mese e mezzo, ma molto probabilmente la FIA farà di tutto per chiudere il caso entro la fine del mese. La Mercedes rischia da una forte ammenda all’esclusione dal Mondiale. Un’ipotesi quest’ultima considerata improbabile. Il destino della Pirelli è incerto, perché non si sa se sarà coinvolta ed eventualmente condannata. La decisione sull’azienda milanese riguarderà anche il futuro, perché potrebbe aprire scenari imprevedibili in merito alla fornitura di pneumatici.

Nel frattempo a fine mese un’altra casa prestigiosa, la Renault, proverà al banco la versione definitiva del motore turbo che l’anno prossimo equipaggerà Red Bull, Toro Rosso e Caterham. Il nuovo propulsore della casa francese andrà in pista a febbraio 2014, nei test invernali, per debuttare subito dopo in gara. Il lavoro sul nuovo 6 cilindri a V di 1.600 cmc è iniziato tre anni fa.

Ci saranno solo tre test prima del via del Mondiale. Ma non siamo preoccupati, assicura Rémi Taffin, capo delle operazioni in pista di Renault Sport . E’ stato così anche nelle ultime stagioni, perciò abbiamo affinato lo sviluppo dei motori al computer e al banco. La sfida con Ferrari e Mercedes sarà ancora più dura, ma ci aspettiamo di essere subito competitivi“.

La Renault è stata la prima casa ad ottenere un successo con il motore turbo: il merito è stato di Jean Pierre Jabouille, vincitore del Gran Premio di Francia nel 1979 a Digione. Una gara passata alla storia per il duello tra Gilles Villeneuve e Renè Arnoux. All’epoca i propulsori turbo avevano oltre 1.000 Cv in qualifica e una risposta selvaggia, mentre quelli che debutteranno nella prossima stagione sono molto più vicini ai concetti di ecosostenibilità della produzione di serie con due motori elettrici e il recupero dell’energia.

Rispetto a 30 anni fa saranno molto efficienti – continua Taffin –. Più che la potenza, che nessuno potrà usare al massimo, visto il consumo limitato a 100 kg di benzina, sarà la gestione della stessa a fare la differenza. In particolare di quella elettrica, che raddoppierà (in totale 120 Kw, ossia 163 Cv, oltre ai 600 Cv del motore tradizionale). Con tanta energia, il raffreddamento sarà cruciale, anche quello dell’aria interna. Stiamo lavorando strettamente con la Red Bull e gli altri per trovare la migliore collocazione dei componenti nell’auto“.

L’attenzione di Taffin è rivolta, infine, ai piloti. “Quelli più intelligenti e preparati tecnicamente aiuteranno molto i motoristi. Penso a piloti come Vettel e Webber che passano ore ad analizzare i dati. Mentre per i giovani l’approccio alla F.1 sarà più complicato.

[Fonte: cervelliamo.it]

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