L’associazione Culturale Internazionale “Il Medioevo” presenta “Omaggio a Giuseppe Verdi”. Attraverso l’Ensemble Contemporaneo e il Coro Collegium Vocale Salernitano

Sabato 8 giugno 2013 alle ore 20,00, nella Chiesa Madre Corpo di Cristo di Pagani in provincia di Salerno, si chiuderà la IVa  stagione concertistica organizzata dall’associazione Culturale Internazionale “ Il medioevo”,   con la collaborazione di Ensemble Contemporaneo e del Coro Collegium Vocale Salernitano.

Il concerto chiude una lunga stagione, costellata dalle innumerevoli difficoltà cui deve far fronte ogni associazione culturale in questo periodo, ma anche dagli innumerevoli successi ottenuti con la passione che anima tutti  gli elementi dell’insieme, compreso chi lavora nell’ombra, e ci porta due cose importanti da mettere sotto i riflettori.

Una di queste cose è senza dubbio la musica di uno dei nostri più grandi geni musicali, Giuseppe Verdi; perché la serata, in occasione del bicentenario della sua nascita, è proprio un omaggio  al grande compositore, detto il Cigno di Busseto, per via della grazia e della delicatezza con la quale riusciva a raccontare anche le atmosfere del dramma. Si godrà quindi della luce e del garbo delle sue emozioni musicali, ma anche della gentilezza e dello spirito di condivisione che fa da sfondo a tutta la manifestazione.

La seconda osservazione notevole è che l’esibizione di tante anime, votate alla diffusione della cultura e del piacere musicale, è anche una serata di beneficenza per la mensa dei poveri di Tommaso Maria Fusco, nata  su iniziativa di Don Flaviano Calenda,  parroco del Corpo di Cristo, per aiutare tutte le persone che versano in condizioni di disagio.

Il che non è poco di questi tempi in cui le sigle di qualsiasi complesso associativo non riescono a far passare con naturalezza i loro intenti.

La loro direzione, e soprattutto il loro lavoro deve farsi strada in mezzo ad una selva di  indifferenza, quando non proprio di diffidenza.

Anche il sottoscritto fa parte di quella categoria che non ama il proliferare di associazioni non molto chiare, che ultimamente riempiono il panorama italico, tutte inalberanti il romantico vessillo della cultura.

Ma l’incontro con  Domenico Amendola mi ha dato la conferma di due piccole idee che mi girano per la mente. Egli è l’anima creativa del “Medioevo”, che detta così può dare l’idea di una persona dalle idee vetuste che si apparentano con l’età di mezzo. In realtà, oltre che la parte pensante e innovativa,  è anche una delle braccia operative, che sà dare linfa all’attività dell’associazione.

E per fortuna da quelle braccia spuntano due mani che suonano la tromba con una sensibilità che già negli anni scorsi durante la sua attività l’ha fatto definire uno dei fiati più importanti del meridione, al punto che il suono del suo strumento è stato paragonato, per il pathos emotivo che riesce a esprimere, alla voce di Maria Callas. Dalla testa poi spuntano, anche con l’aiuto dei suoi collaboratori, tra cui va sottolineata la figura del presidente Antonio Caiazzo, progetti vari che avvicinano i ragazzi alla musica, e da questo punto di vista sembra una mente in fermento, poiché sono in arrivo altre iniziative del genere.

Oltre  alla scuola con cui più che dignitosamente sopravvive, vive con inusuale passione attraverso la divulgazione del verbo musicale. Sopravvive attraverso la grande perizia tecnica di artigiano e insegnante musicante, e vive attraverso la possibilità di comunicare, suonando, il proprio amore per gli altri, donando gioia al mondo, con le sue esecuzioni.

Una delle conferme che ho avuto parlando con lui è che la musica è energia. E’ l’energia nella sua parte più vitale e più reale. Rappresenta cioè quel circuito di vibrazioni che si avvicina alla Matrix Divina, di cui ci parla Gregg Braden, una sorta di rete invisibile che collega ogni parte dell’universo ed ogni piccola cellula.

E’ fatta di un linguaggio che a livello ancestrale  tutti riescono a cogliere, e si muove  intorno ad alcune certezze che riguardano gli intervalli di frequenza, alla base della nostra idea di musica, che sono così ancorati nel cervello di ognuno da permetterci  di dire, pur non avendo alcuna cultura specifica, ciò che è bello, o meglio ciò che è armonico.

L’altra è che tutto è energia. Anche noi siano pura energia.

Ciò vuol dire che ognuno di noi è una parte straordinaria del concerto immenso dell’universo, che insieme a Dio contribuiamo a creare. Ognuno di noi può essere accostato alla nota di uno spartito infinito, di una complessità e di una bellezza unica, e con il diffondersi nello spazio di questa musica avvolgente, nessuna nota è più importante dell’altra, ma ognuna ha la sua parte fondamentale, il suo ritmo, il suo tono e il timbro caratteristico e trova l’ essenza nell’ armonia e nella musica del tutto. Sarà senza dubbio una serata dove con le note del grande compositore e le energie e la passione dei musicisti, trovare un po’ di questa armonia non sarà difficile.

Parteciperanno a questa serata  magica in  omaggio a Verdi come solisti, il soprano Antonella De Chiara, il tenore Francesco Malapena, accompagnati al pianoforte dal maestro Giulio Marazia e dal maestro Ivan Antonio, alla direzione del coro.

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