La questione della cura a base di cellule staminali del prof. Davide Vannoni, conosciuta come metodo Stamina, continua a tenere banco e ad essere motivo dibattito tra l’opinione pubblica (a favore) e la comunità scientifica (contro)


Il recente sì del Parlamento alla sperimentazione del metodo per 18 mesi non ha sortito nessun effetto positivo tra le gente, dato che questa decisione riduce il numero di pazienti che potranno sottoporsi alla cura con cellule staminali. Senza contare che i 3 milioni di eurodedicati alla sperimentazione potevano essere utilizzare per praticare più infusioni a più pazienti.
Ma la scelta del Parlamento non è piaciuta nemmeno alla comunità scientifica, che la definisce un “permesso dato sull’onda delle emozioni” con chiaro riferimento ai movimenti Pro Stamina che si sono diffusi su tutto il territorio nazionale.

Scontro a Catania: Ultimo teatro di scontro in proposito è stato il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Catania. Nel convegno intitolato “Staminali e neuroni per le malattie neurologiche: tra faticose conquiste e fantasiose cure”, la professoressa Elena Cattaneo del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano, anche co-fondatrice e direttore di UniStem, il Centro Interdipartimentale di Ricerche sulle Cellule Staminali è intervenuta schierandosi un’altra volta contro Davide Vannoni e Marino Andolina.
Presente al convegno c’era anche Pietro Crisafulli, presidente della onlus catanese Sicilia Risvegli, che sostiene il Metodo Vannoni e assiste migliaia di pazienti affetti da gravi malattie neurodegenerative e stati comatosi. Il fratello di Pietro, Salvatore, è deceduto in febbraio mentre aspettava che un giudice autorizzasse per lui le cure con staminali.
La rabbia di Crisafulli alle parole della Cattaneo è esplosa.

“Non era un incontro scientifico ma un appuntamento meramente denigratorio nei confronti di Vannoni e Andolina, che ha insultato ed offeso. Dopo aver sentito quello che veniva detto sul metodo Stamina, non ho potuto fare a meno di intervenire. Io considero la scienza e la politica responsabili della morte di mio fratello. Ho anche urlato il mio dolore. Ho voluto invitare la Cattaneo, che considero una venditrice di fumo, a riflettere sull’importanza che le staminali di Vannoni hanno per tutte quelle persone che non hanno alcuna possibilità a parte la morte.
La professoressa Cattaneo – ha spiegato ancora Crisafulli – dice che non ci sono prove che la cura di Vannoni funzioni. Io posso testimoniare che non è così, ho visto con i miei occhi i miglioramenti di diversi bambini che hanno iniziato il trattamento. Sappiamo tutti che le staminali non sono una garanzia, ma perché negarle? Se anche Salvatore avesse potuto riceverle sono certo che sarebbe vivo”.
Irene Sampognaro, moglie di Giuseppe Marletta, architetto catanese in coma da 3 anni che ai primi di maggio ha avuto l’ok dal giudice del lavoro di Catania all’inizio delle cure, ha osservato: “Se chi decide della vita degli altri, avesse un familiare nelle stesse condizioni dei nostri cari, certamente cambierebbe idea”.

[Fonte: cervelliamo.it]

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