Pertusillo

A rischio per inquinamento la riserva idrica del Pertusillo in val d’Agri, riserva strategica da 160 milioni di metri cubi d’acqua all’anno. Maurizio Bolognetti ha reso noto che sulla Gazzetta del Mezzogiorno (edizione lucana), di oggi 1 giugno 2013, è apparso l’articolo di Pino Perciante “Pertusillo, è allarme rosso e scatta l’indagine della Procura”.

Si sospetta grave inquinamento industriale e agricolo. L’acqua del Pertusillo deve essere tutelata e conservata. Il bacino artificiale del Pertusillo nell’alta val d’Agri consente l’uso di circa 160 milioni di metri cubi di acqua all’anno: circa 100 vengono potabilizzati e circa 60 sono usati per l’irrigazione. Abbiamo più volte evidenziato che il bacino deve essere considerato come riserva idrica strategica di importanza nazionale e tutelato dall’inquinamento. Circa 1500m a monte è stato realizzato l’impianto di prima raffinazione del petrolio estratto nell’alta val d’Agri; le acque di scarico degli insediamenti abitativi e produttivi, variamente depurati, defluiscono nel lago.

Con i soldi delle royalty incamerati dalla Basilicata non è stato costruito un adeguato sistema di protezione dall’inquinamento: ad esempio una derivazione a valle del lago di tutte le acque di scarico! Già l’ubicazione della raffineria a monte del lago è una “follia ambientale” in quanto è situata proprio nella zona in cui il terremoto del 1857 causò danni macrosismici del XI grado MCS. Bene ha fatto la Procura ad affrontare il problema dell’inquinamento che avrebbe già dovuto risolvere la Regione Basilicata.

I vari amministratori regionali che si sono succeduti da quando è iniziata l’estrazione del petrolio hanno, di fatto, tradito lo statuto regionale secondo cui chi governa deve tutelare le risorse ambientali e la salute dei cittadini! Occorre una responsabile azione regionale per realizzare immediatamente tutti gli interventi adeguati e duraturi che servano a tutelare le acque del Pertusillo e ad evitare altri interventi che potrebbero aggravare la già molto preoccupante situazione conseguente alla realizzazione d alcun pozzi d estrazione petrolifera anche attraverso gli acquiferi che alimentano sorgenti perenni di acqua potabile.

Grazie alle persone che si sono battute in piena libertà e su basi scientifiche per difendere ambiente, risorse idriche e salute dei cittadini come Maurizio Bolognetti, la Prof.ssa Albina Colella ordinaria di Geologia dell’Università della Basilicata ed il Ten. Di Bello.

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