I sistemi elettorali italiani degli ultimi decenni, maggioritari e bipolari, si fondano sul falso presupposto della “governabilità”, quindi sul “premio di maggioranza” che stravolge alla radice il pronunciamento e la sovranità popolare della nostra Costituzione. Non è solo una questione di preferenze, come si vuole far credere, ma di regole, criteri e finalità di ogni sistema elettorale costituzionale e democratico

La sovranità popolare delegata è l’asse portante della nostra Costituzione: le elezioni di ogni livello territoriale rappresentano l’occasione unica in cui essa si esprime la rappresentanza. E’ dunque un imbroglio partitico anticostituzionale ogni sistema elettorale che, in base a pretesti fasulli, manipola e sovverte la volontà e la sovranità popolare nel rapporto voti/seggi. Perciò una legge elettorale che garantisca la corretta espressione della sovranità popolare delegata non può che essere rigorosamente proporzionale

Ne segue che le regole elettorali non devono essere decise dai partiti, da quelli maggiori in particolare, che se le costruiscono in base ai loro interessi particolari e privati, ma da un Organismo costituzionale elettivo che stabilisce regole, criteri, modalità di voto e di preferenze, controllandone il corretto adempimento.

Un organismo costituzionale eletto dai cittadini su una rosa formata da costituzionalisti, magistrati e intellettuali indipendenti, che definisce anche le regole di finanziamento dei partiti. Un finanziamento paritario basato sulla disponibilità di strutture fisiche e mediatiche, più che sul danaro dei contribuenti. Il controllo di questo Organismo va esteso ai programmi elettorali vincolanti dei partiti e delle coalizioni.

Finché il Presidente della Repubblica sarà eletto dai partiti in Parlamento, non potrà mai svolgere un ruolo indipendente e sovraordinato ad essi, meno che mai in materia elettorale, che a lui non compete.
Alle elezioni devono essere ammessi solo pochi partiti che abbiano programmi significativamente diversi. La cosiddetta “governabilità” non si ottiene con trucchi e premi di maggioranza illegittimi, ma con programmi politici vincolanti, rispettosi della volontà maggioritaria del popolo italiano. Ciò deve valere ad ogni livello territoriale: municipi, comuni, regioni, nazione, Europa. I consigli elettivi di ciascun livello devono avere il potere di stabilire la propria legge elettorale, nel rispetto dei principi costituzionali, in modo che la sovranità popolare delegata sul loro territorio sia garantita.

Se le elezioni sono nazionali, il conteggio dei voti va fatto su base nazionale, senza collegi o sbarramenti. Analogamente per le elezioni regionali o comunali. Il rapporto voti/seggi deve essere sempre rispettato. Altro principio costituzionale da stabilire è che gli elettori eleggono i membri del Parlamento e dei consigli regionali, comunali e municipali, non il governo, che è invece organo esecutivo delle assemblee elette.

E’ la maggioranza relativa eletta, espressione di uno o più partiti coalizzati, che ha titolo e responsabilità di definire il programma di governo e i ministri. Violando questo principio costituzionale si finisce nel presidenzialismo o nel leaderismo, comunque mascherato, di fatto oligarchico ed anticostituzionale.

E’ il partito di maggioranza relativa che deve, in accordo di compromesso con uno o più partiti, realizzare la maggioranza parlamentare che definisce il programma di governo ed i relativi ministri. Se l’accordo di compromesso rispetta la volontà maggioritaria degli elettori, la governabilità è garantita.

I ministri e i deputati che tradiscano il patto di maggioranza e di governo debbono essere revocati e sostituiti, se deputati, dai primi candidati non eletti dello stesso partito di appartenenza.

Quello che conta dunque è la fedeltà al mandato ricevuto dagli elettori, in termini di rispetto del programma, espresso dal suo partito e/o concordato con i partiti di governo. Perciò le opzioni programmatiche – di ciascun partito o coalizione – debbono essere misurabili, vincolanti (con revoca) e trasparenti. I mass media debbono assicurare questi requisisti, sulla base di dati oggettivi misurati e documentati.

L’organismo costituzionale di garanzia e controllo ha titolo di intervenire per correggere le deviazioni tra mandato elettorale ricevuto e le azioni di governo o legislative del Parlamento. Ecco il modo per garantire sovranità popolare delegata e governabilità, nel rispetto della nostra Costituzione.

Anche l’espressione delle preferenze nominative tra i candidati deve essere radicalmente rivista, in modo che gli elettori siano messi in condizione di conoscerli e sceglierli coscientemente. Per questo serve una informazione mediatica paritaria, sia dei candidati che dei programmi partitici. Le liste partitiche debbono ridurre al minimo il numero dei candidati, fornendo agli elettori le informazioni necessarie a valutarli. L’elettore può esprimere al massimo due preferenze (uomo/donna): saranno eletti quelli che hanno il maggior numero di preferenze in ogni lista elettorale. Ogni partito può avere solo una lista a sostegno.

In sostanza la scelta degli elettori è sui programmi (vincolanti), più che su partiti e candidati.

Mi rendo conto che l’impianto qui proposto è ben lontano da quello dominante. Ma la stessa distanza riguarda il dettato costituzionale rispetto ai sistemi elettorali adottati o proposti dalla casta partitica. E’ questa la ragione del forte astensionismo e della gravissima situazione politica in cui siamo e saremo in futuro.

Se la politica viene concepita come mercato, arrivismo e affare privato, voto di scambio personale e di clan, ogni legge elettorale partitica ne rispecchierà le logiche: cioè rimarremo nella palude disastrosa in cui stiamo sprofondando, mentre la sovranità popolare sarà beffata, aggirata e vilipesa. Non saranno certo i partiti, meno che mai quelli dominanti, a regalarci sistemi elettorali costituzionali e democratici, dovremo conquistarli con una lotta popolare cosciente e determinata. Purtroppo oggi è invalsa l’idea che il sistema elettorale sia un affare privato dei partiti, che ne sono i beneficiari in monopolio.

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