Scintille nel Pd sul ‘Mattarellum’. Renzi sfida Letta: “muoviti”

Roma, 30 mag. – Matteo Renzi non usa giri di parole, “questo governo di larghe intese non diventi il governo di lunghe attese”, dice a Ottoemezzo. Alcuni deputati indicano chiaramente l’orizzonte del sindaco di Firenze: “questo governo e’ come uno yogurt e la scadenza e’ nel 2014…”. I renziani si sono visti ieri a cena a Roma, presenti anche i tre sottosegretari vicini al deputato del Pd, probabilmente il ministro Delrio e lo stessi Renzi, viene spiegato, dovrebbe raggiungere la ‘comitiva’. “Oggi – dice un renziano – comincia un percorso che ci portera’ lontani…”. In realta’ alla fine Roberto Giachetti e’ rimasto solo, coerente con la sua posizione, l’unico Pd che ha messo la faccia sulla mozione che chiedeva il ritorno del ‘Mattarellum’.

Gli altri – in un primo momento erano 110 – hanno ritirato la firma, anche quei 34 che nel gruppo avevano garantito di appoggiare la proposta. Il risultato del voto sulle mozioni e’ il frutto di un lavorio sotto traccia dei vertici di largo del Nazareno ma anche del governo. Frutto di una telefonata tra lo stesso Letta e Renzi, come riferisce un esponente del partito vicino al premier.

Tranquillizza i deputati che vogliono appoggiare la mozione, e’ il messaggio che il presidente del Consiglio ha inviato a Renzi.

Letta ha seguito il dibattito sulle riforme per tutta la giornata, ascoltando gli interventi dei deputati e i senatori e poi replicando sia a Montecitorio che a palazzo Madama. Con alcuni senatori il premier ha anche analizzato la strategia di Renzi. Vuole mettere una scadenza al governo, non ci riuscira’, l’analisi fornita a chi gli ha chiesto se l’esecutivo potesse cadere proprio sulle riforme. La verita’ e’ che Renzi ha capito che questo governo va avanti…, ha aggiunto il premier secondo quanto viene riferito.

Il presidente del Consiglio anche in Aula ha spiegato come il fenomeno dell’astensionismo sulle amministrative sia un campanello d’allarme per tutti. Ma dall’esito del voto il governo e’ uscito rafforzato e, spiega anche un deputato vicino al premier, si e’ capito come Berlusconi non intenda andare al voto anticipato. L’orizzonte di Letta e’ gia’ stato indicato piu’ volte, quei 18 mesi che servono al completamento dell’iter delle riforme. L’obiettivo e’ poter gestire non solo il treno delle riforme e portare avanti i provvedimenti economici che servono alla ripresa del Paese, ma anche il semestre europeo.

Del resto la notizia di oggi che Bruxelles ha chiuso la procedura di infrazione per deficit eccessivo e’ un viatico per il percorso del presidente del Consiglio in Europa. I primi risultati chiaramente dovranno arrivare dalla riunione del Consiglio europeo di fine giugno sul tema del lavoro, anche se la consapevolezza e’ che la Germania prima delle elezioni non promuovera’ alcuna ‘svolta’. Ma per ora a preoccupare Letta piu’ che i mal di pancia dei ‘falchi’ del Pdl, sono le tensioni che potrebbero scaturire proprio nel Pd in vista del congresso.

“Questo voto di oggi rafforza il governo e la segreteria del Pd”, sottolinea uno dei ‘big’ di Largo del Nazareno. Per ora Letta ha indicato uno scopo chiaro per questa legislatura: “Occorre coinvolgere tutti nel percorso delle riforme, e’ un’occasione da non sprecare, non possiamo piu’ scherzare”.

Solo che Renzi vorrebbe ‘accorciare’ la legislatura e mette pressioni sul governo. “C’e’ un eccesso di democristianeria nel governo, e non di quella buona”, ha ripetuto pur sottolineando di nutrire per Letta “amicizia vera, non di chi l’accoltella”.

“Per via diretta o indiretta la manovra di Renzi sulla legge elettorale non e’ andata a buon fine, e’ lui ad essere agitato”, sottolinea, invece, un altro deputato ‘lettiano’ che rimarca come Letta pensa all’attivita’ dell’esecutivo e non a polemiche interne.

[Fonte: AGI]

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