Il gruppo di hacktivisti anonimi attacca il sito del Ministero dell’ Interno e pubblica migliaia di documenti per rivendicare la libertà contro gli “attacchi” dello Stato


Un nuovo attacco allo Stato. Ancora una volta il campo di battaglia è la rete. Quello che non ha segreti per gli hacktivisti di Anonymous. Risale a poche ore fa un post pubblicato sulla pagina ufficiale del movimento italiano all’ interno del quale sono stati pubblicati circa 2.600 documenti provenienti dal sito del Ministero dell’ Interno. L’ attacco degli hacktivisti (già annunciato all’ inizio della settimana), ribattezzato con il nome di #OpReVenge #OpTrasparenza, sembrerebbe avere principalmente uno scopo dimostrativo. “Vogliamo dimostrarvi che non siete inviolabili” si legge nel primo periodo del post pubblicato dagli Anonymous, prima di “commemorare le vittime dello Stato” cadute nei “tentacoli del potere“. Secondo quanto riportato dagli Anonymous nella recente pubblicazione, lo Stato starebbe continuando a limitare il loto operato e di conseguenza “gli ultimi aliti di Libertà rimasti“.

I documenti pubblicati dagli hacktivisti sembrerebbero riguardare mail del personale del Ministero dell’ Interno, circolari, fatture, relazioni tecniche, ecc. che contribuirebbero a provare la violazione dei diritti umani da parte dello Stato sempre pronto a dar “adito a ferocia e maltrattamenti“. Il messaggio continua perdendo aderenza su temi legati a possibili complotti volti all’ arricchimento dell’ economia bellica, allo spionaggio da parte delle multinazionali, alla violenza delle forze dell’ ordine. Insomma, temi privi di riscontri, ma saturi di allarmismo. Quanto basta per giustificare la pubblicazione dei documenti trafugati dal data base del Ministero dell’ Interno. E se poi i documenti dovessero dimostrarsi privi di alcun interesse sociale, poco importa.

[Fonte: Fanpage.it]

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