Prevenzione a tavola: cucinare meglio per ammalarsi di meno

Il medico e ricercatore Franco Berrino, noto a livello internazionale per i suoi studi che indagano la stretta relazione tra alimentazione e sviluppo del cancro, è convinto che tornare a cucinare piatti freschi ed espressi, limitando il consumo di cibi pronti e spesso troppo calorici, sia l’unica strada per controllare all’origine quello che mangiamo, evitando di “avvelenarci” con zuccheri nascosti, additivi e conservanti.

Non comprare più snack, merendine e prodotti cerealicoli confezionati. Limitare il consumo di pane e pasta già pronti e farseli a casa, macinando i chicchi di grano con il mulino domestico e usando una fioccatrice elettrica per produrre i fiocchi da soli, partendo da ogni tipo di cereale. Cucinare ingredienti freschi comprando i cibi e non le trasformazioni industriali dei cibi stessi.

Può sembrare una visione anacronistica e poco conciliabile con i tempi e le abitudini della nostra vita moderna, eppure è l’unica strada per controllare all’origine quello che mangiamo, evitando di avvelenarci con zuccheri nascosti, grassi trans e idrogenati, coloranti, conservanti e additivi vari.

Tornare in cucina per lui è già un modo di prevenire alcune malattie croniche nell’ambito di un’alimentazione prevalentemente basata sul cibo di origine vegetale con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta.

Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g). Il riso brillato cioè bianco va sostituito da quello integrare che a sua volta va fatto ruotare con il miglio, il farro, l’orzo, l’avena e il kamut.

Questa è solo una delle raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, importante per assicurare quotidianamente all’organismo la giusta dose di fibre. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che l’assunzione di fibre è efficace nella prevenzione di alcune forme di tumore, del diabete, dell’infarto e dell’ictus cerebrale.

Altre raccomandazioni in chiave di prevenzione delle malattie sono: limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica: si tratta di solito di cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi e che sono spesso serviti nei fast food.

Ogni tanto si può fare uno strappo alla regola mentre nel caso delle bevande zuccherate sarebbero da evitare così come lo zucchero bianco. Le carni rosse (ovine, suine e bovine) non sono raccomandate e in ogni caso non bisogna superare i 500 grammi alla settimana.

Vanno evitate del tutto invece le carni conservate come carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel. Limitare il consumo di sale: non più di 5 g al giorno, e di cibi conservati sotto sale.

Il tabacco è meglio evitarlo mentre dell’alcol si può fare un consumo limitato durante i pasti il che significa per le donne non superare il bicchiere di vino (o la lattina di birra o il bicchierino di liquore), per gli uomini non andare oltre i due bicchieri. A questo va aggiunto il controllo del grasso corporeo e un’attività fisica quotidiana: almeno mezzora di camminata al giorno.

Me se non possiamo mangiare i biscotti confezionati, che mangiamo a colazione?

Biscotti fatti in casa con ingredienti sani. È più facile e rapido di quanto non si possa pensare. Ecco una ricetta semplice: miscelate della farina di mandorle con mela cotta o cruda grattugiata e aggiungete un pizzico di sale. Fate delle palline e rotolatele sui semi di sesamo. Schiacciatele così cucinano più in fretta e mettetele in forno per 10 minuti.

Sono biscotti perfetti per la colazione perché grazie alla farina di mandorle non avvertiremo quel fastidioso buco nello stomaco a metà mattina; la frutta secca rallenta, infatti, l’assorbimento del glucosio mantenendo stabile la glicemia.

Un’alternativa può essere rappresentata dai fiocchi d’avena messi a bagno per tutta la notte nel succo di mela; basterà aggiungere una manciata di mandorle grattugiate, creare delle palline e procedere come sopra.

C’è chi sconsiglia di associare cereali e proteine in un unico pasto perché non sarebbero compatibili a livello enzimatico. E’ corretto?

Ci possono essere delle interferenze nello stomaco, è vero, ma teniamo comunque presente che in quasi tutti gli alimenti ci sono le proteine quindi sarebbe difficile seguire un’alimentazione con pasti di soli carboidrati.

Il nostro organismo è abituato a mangiarle insieme. Mescolare tante cose nel nostro stomaco non lo aiuta a digerire quindi direi di usare il buon senso anche in questo caso, evitando di mischiare troppo e privilegiando l’associazione cereali e legumi, meglio nello stesso piatto che sono più buoni.

E nella scelta dei cereali cerchiamo di non limitarci al frumento mangiando sempre pane ai pasti e la pasta tutti i giorni perché troppo glutine non fa bene. Mangiamo anche la pasta di grano saraceno, il farro, il miglio e il kamut.

[Fonte: Wise Society]

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