Moglie di Dario Fo, condiviso con lui il palcoscenico e l’impegno politico, aveva 84 anni. Colonna del 1968 e del femminismo italiano, fu rapita e stuprata da militanti di destra. Il processo si chiuse 25 anni dopo con la prescrizione

Franca Rame si è spenta nella sua abitazione a Milano. Stamani alle 8:50 dall’abitazione dove abitava con Dario Fo è stato allertato il 118 che sul posto ha inviato un’ambulanza. I soccorritori hanno spiegato di aver tentato di rianimare l’attrice ma di non aver potuto far altro che constatarne, poco dopo, la morte.

Franca Rame, da tempo era malata e ad aprile ebbe un ictus, ma nonostante questo ha continuato a lavorare e comporre opere teatrali, l’ultima sarebbe stata rappresentata prossimamente.

L’Aula di Montecitorio le ha reso omaggio con un applauso corale, dopo un breve intervento dalla deputata Pd Barbara Pollastrini che ne ha annunciato la morte. In Senato un minuto di silenzio in segno di lutto, chiesto dal presidente Piero Grasso. Tra le prime reazioni addolorate, quella di Antonio Di Pietro, che nel 2006 propose l’attrice come presidente della Repubblica e che la fece eleggere senatrice candidandola nel 2006 nelle file dell’Idv.

Lascia «un profondo vuoto» – ha detto Di Pietro -. Ho sempre ammirato e apprezzato le straordinarie qualità umane e artistiche di Franca Rame, la sua passione civile e l’impegno instancabile con cui ha portato avanti, innumerevoli battaglie politiche in difesa dei diritti dei cittadini e dei più deboli». «Profondo cordoglio» dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Massimo Bray, per la scomparsa di una «persona straordinaria, coraggiosa e instancabile, che ha contribuito in maniera indelebile alla diffusione della Cultura in Italia e all’estero, all’emancipazione dell’universo femminile e alla difesa dei diritti dei cittadini».

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