Confesercenti denuncia: “fisco preleva dalle nostre tasche 162 giorni di lavoro”. Penalizzate famiglie e imprese. Tax freedom day: slittamento a 12 giugno

la pressione fiscale

Sono 162 i giorni di lavoro “divorati” dal fisco. A lanciare l’allarme è uno studio Confesercenti sulla situazione della pressione fiscale in Italia. Il sospirato “Tax Freedom Day” che nel 1990 scattava a maggio, ora è scivolato al 12 giugno, denuncia l’Associazione.

Secondo Confesercenti “l’abbassamento della pressione fiscale è più che mai una priorità che non può essere risolta con qualche misura tampone. Le risorse, insiste Confesercenti, vanno trovate tagliando la spesa pubblica. Gli sprechi, le spese inutili, i troppi livelli istituzionali producono uno sperpero enorme di denaro pubblico. Si può cominciare a risparmiare molto con il rigore ed una coraggiosa riforma. E’ strumentale ogni tentativo di prendere tempo: bisogna cominciare subito per favorire la ripresa”.

Il nostro, secondo Confesercenti, “è il paese delle tasse, delle troppe tasse”. Abbiamo appena segnato il record della pressione fiscale, con il 44% del 2012, “e già siamo pronti a superarlo di slancio con l’ulteriore aumento atteso per il 2013 (44,4%)”. E il futuro, sempre stando alle valutazioni ufficiali, non promette nulla di buono: “le previsioni “tendenziali” (quelle che diventeranno realtà se non si farà nulla) ci dicono che la “maledizione” del 44% ci accompagnerà (decimo più, decimo meno) almeno fino al 2017″, avverte l’Associazione guidata da Marco Venturi.

L’Italia, poi, si colloca al primo posto in Europa nel “total tax rate” (somma delle imposte sul lavoro, sui redditi d’impresa e sui consumi), con un 68,3% che ci vede quasi doppiare i livelli di Spagna e Regno Unito e ci colloca bel oltre quello della Germania (46,8%). Siamo, poi, ai più alti livelli europei quanto a numero di ore necessarie per adempiere agli obblighi fiscali (269): 2,5 volte il Regno Unito, il doppio dei paesi nordici (Svezia, Olanda e Danimarca) e della Francia, un terzo in più rispetto al Germania. Infine siamo “in coda, fra i paesi Ocse, nella graduatoria di efficienza della Pubblica Amministrazione, con un valore (0,4) pari a un quarto di quello misurato per la Germania e il Regno Unito”.

Nella “vorace” crescita della tassazione, un ruolo nuovo e certamente non secondario – denuncia Confesercenti – è stato rivestito dalla finanza locale. All’ombra del federalismo, si sono registrate “abnormi impennate del prelievo”.

Per fronteggiarle, il cittadino medio ha dovuto impegnare una quota crescente dei frutti del proprio lavoro: se nel 1990 le imposte locali assorbivano l’equivalente di meno di 8 giorni di lavoro annuale, nel 2002 l’impegno risultava triplicato e nel 2013 finirà per toccare i 26 giorni. “Una crescita, insomma, di quasi il 250% in poco più di venti anni”.

© Riproduzione Riservata

Commenti