Ha votato il 52,8% degli aventi diritto. Si ferma al 43,6% il candidato centrosinistra a Roma, Alemanno al 29%

Ignazio Marino

Ci sarà bisogno del secondo turno per decidere chi sarà il nuovo inquilino del Campidoglio, il 9-10 giugno prossimi. Le urne, questa volta frequentate appena dal 52,8% dei romani, con un -20,86% rispetto alla tornata del 2008, hanno stabilito che al ballottaggio andranno il candidato del centro sinistra, Ignazio Marino, che al momento secondo dati provvisori del Viminale (in linea stavolta con le proiezioni) si attesta al 43,6% delle preferenze e il sindaco uscente, Gianni Alemanno, con il 29%. Fuori dai giochi, Marcello De Vito, del Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto il 13,1%, e il candidato indipendente, Alfio Marchini, al 9,5%.

“Questo voto ha evidenziato con chiarezza la necessità e il desiderio in questa città di cambiare, di voltare pagina, di uscire dalla palude che sembrava insuperabile”. E’ stato questo il primo commento dell’ex senatore Marino precisando che “da domani mattina tornerò nelle periferie ad ascoltare le difficoltà delle persone”. Marino ha strizzato l’occhio agli elettori del Movimento 5 Stelle, sottolineando come ci siano molti punti di convergenza con il loro programma, “dalla democrazia partecipata alla riduzione dei costi della politica” fino “alla trasparenza del bilancio del Campidoglio”. Ma il chirurgo genovese ha avuto parole di apprezzamento anche per Marchini “che è molto radicato in questa città e che ha fatto un’ottima campagna elettorale”.

Per il sindaco uscente Gianni Alemanno “la sinistra come al solito canta vittoria, ma il ballottaggio è un’altra partita e si ricomincia da zero. Se le proiezioni saranno confermate e il distacco sarà del 10%, con l’attuale affluenza questo vale 124mila voti. Cinque anni fa la differenza di vantaggio di Rutelli era di 84mila voti”. Da domani “ci rivolgeremo a tutti gli elettori, anche a quelli di Marchini e di De Vito. Faremo dei ragionamenti rivolti a tutti, a chi si sente abbandonato dalla politica. Ringrazio chi è andato a votare, ha dato un bel segnale e ora bisogna che contagi l’altro romano che non è andato a votare”, ha aggiunto Alemanno.

Sul risultato del voto ha influito il peso “mediatico ed economico messo in campo dagli altri partiti”. Ne è convinto De Vito, che sull’eventuale appoggio a Marino in vista del ballottaggio ha risposto: “Lascereste Roma in mano a un partito che ha lasciato la città con 12 miliardi di debiti nel 2008?”. Mentre per Alfio Marchini “è prematuro parlare di appoggio” a uno dei candidati che andranno al ballottaggio, “stiamo aspettando i dati, faremo le nostre valutazioni”. Per il momento, “festeggiamo la nascita di una realtà forte. E’ iniziata un’onda, ho fatto una scelta di vita radicale, la mia vita la dedicherò agli altri e all’impegno per la politica”, ha aggiunto l’imprenditore romano.

© Riproduzione Riservata

Commenti