“Stretta” sulle auto blu, ma per il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia “non è ancora abbastanza”

Regione “taglia” le auto blu

In Finanziaria l’assemblea regionale siciliana ha appena disposto il taglio delle autoblu di servizio della Regione vietandone l’uso ai dirigenti e funzionari delle società regionali, delle partecipate a prevalente capitale pubblico, delle agenzie regionali, delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Gli unici a mantenerla – come si legge su Blogsicilia – saranno il presidente della Regione, Rosario Crocetta e i dodici assessori della giunta di governo: la Sicilia conta 829 auto blu in tutta la regione, quasi tre per ente, quattro volte più che in Toscana e sette volte in più che in Emilia-Romagna, In Lombardia le auto blu sono poco più di 500.

Ma per il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia non è ancora abbastanza. In una intervista al Messaggero di oggi, infatti, D’Alia attacca proprio il malcostume siciliano: “Stiamo monitorando il parco delle auto pubbliche targa per targa e continueremo a farlo, se possibile, con maggiore severità, anche perche’ ad esempio in Sicilia il numero delle auto blu è scandalosamente alto. E’ uno dei punti di cui intendo discutere al tavolo della Conferenza Stato-Regioni e comunque con i rappresentanti delle autonomie locali. Questo scompenso sui numeri relativi delle auto blu fra Nord e Sud deve finire. Si tratta di un obiettivo importante moralmente” dice.

Quanto ai precari della pubblica amministrazione, il ministro sottolinea che “la parola ‘stabilizzazione’ non è un tabù” ma “non ho promesse da fare perché quello che ci serve è una exit strategy”. Intanto “abbiamo avviato un censimento che ci farà capire qual è la situazione, amministrazione per amministrazione’.

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