Il governo Letta annuncia l’abolizione del finanziamento ai partiti: una notizia attesa da tanti anni. Ma è così?

niente più fondi pubblici per i partiti

Ci sono voluti vent’anni affinché si arrivasse all’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, o almeno si spera che il governo attuale guidato da Enrico Letta provveda nell’immediato all’emanazione di una legge che possa rendere efficace tale disegno di legge.

Mi preme fare un excursus storico di questa piaga sociale che ha reso la politica, una macchina di arricchimento facile per i partiti e i suoi militanti.

Tutto ha inizio negli anni 70″ quando Flaminio Piccoli della Democrazia Cristiana presentò una proposta di legge che aveva per oggetto il finanziamento ai partiti, con la scusante che ciò non avrebbe più dato adito ai partiti di cibarsi della corruzione. La legge fu approvata in soli 16 giorni con il consenso di tutti i partiti.

Nel 1978 i radicali indirono un referendum abrogativo, che nonostante la vittoria dei sì, non ebbe seguito. Negli anni 80″ la legge 659/ 1981 introdusse le modifiche alla quaestio, raddoppiando il finanziamento e allo stesso tempo vietando ai partiti di accettare finanziamenti dalla pubblica amministrazione o ente pubblico, e introdusse anche una nuova forma di pubblicità di bilancio.

La norma fu abrogata nel 1993, per opera di un referendum abrogativo voluto fortemente dai radicali in un momento delicato per l’Italia, in altre parole l’epoca di Tangentopoli.

Si sa che i nostri politici “avidi” di denaro da sempre, proprio non avevano gradito questa sconfitta e allora pensarono bene, di reintrodurre i finanziamenti, sottoforma di rimborsi elettorali, nel 1993 e il 4 per mille nel 1997.
Il problema dei finanziamenti ai partiti è stato per molti anni il cavallo di battaglia di molti politici che raggiunto l’obiettivo primario, vale a dire, il “posto” in politica, lasciavano nel dimenticatoio quanto promesso.

Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che Dio abbia illuminato lor signori, durante il ritiro in convento e, che abbia trattato con loro; indulgenza plenaria in cambio della rinuncia di tanti soldi vilmente rubati agli italiani.

E’ tutto un bluff come asserisce Grillo oppure è un escamotage che farà uscire dalla finestra tali fondi e li farà rientrare dalla porta principale, solo per calmare il malcontento del popolo italiano?

Se all’epoca dell’introduzione di tale privilegio si volle contrastare la corruzione, cui intento è svanito, perché i miliardi delle vecchie lire e i milioni di euro, sembrano non essere bastati, non c’è il rischio che l’abolizione di tale norma inneschi l’immortale macchina dei finanziamenti illeciti? Brunetta ha dichiarato che si applicherà il sistema americano, vale a dire, ricevere finanziamenti da privati; mi chiedo, quanto gioverà alla mafia, ‘ndrangheta e camorra questo effimero gioco delle parti?

Non ci resta che aspettare e guardare ciò che accadrà, ma soprattutto auspichiamoci che il disegno di legge diventi legge.

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