I poteri politici tornano alla Cei di Bagnasco. Nel suo primo incontro con i vescovi, Bergoglio ha ribaltato i rapporti di forza tra Segreteria di Stato e Conferenza Episcopale: “dialogare con la politica è compito vostro”

Papa Francesco

Cambiano gli assetti di potere in Vaticano, e non più per manovre nascoste, lettere segrete o altri metodi poco trasparenti. L’arrivo di Papa Francesco prova a riportare un po’ di trasparenza nel mondo ecclesiastico e nei rapporti di forza tra Segreteria di Stato e Conferenza dei vescovi italiani.

Ieri sera – parlando a braccio e prima di iniziare la meditazione nella tenuta della basilica vaticana, assieme ai vescovi riuniti per l’assemblea generale – Papa Bergoglio ha di fatto restituito alla Cei il compito di tenere i rapporti con il mondo politico, sconfessando Bertone e la Segreteria di Stato, che aveva avocato per sé quei poteri dopo l’addio alla Cei del Cardinal Ruini: “Il dialogo con le istituzioni sociali, culturali e anche politiche non è facile, ma è una cosa vostra, andate avanti”.

Un vero e proprio schiaffo a Bertone, che nel 2007 aveva scritto, prima volta nella storia, una lettera rivendicando per sé il compito di tenere i rapporti con la politica. E da allora la linea della segreteria di Stato – almeno secondo Bagnasco – è stata succube di chi si trovava a capo della politica italiana: Berlusconi prima e Mario Monti poi. “Una linea inefficace che non ha portato risultati”, avrebbe ricordato Bagnasco al Papa in un incontro privato prima dell’assemblea generale.

Bergoglio ha quindi raccolto le richieste di Bagnasco e deciso di togliere il “potere politico” dalle mani di Bertone, consentendo alla Cei di provare a imprimere quel cambio di rotta che fino a questo momento le era stato impedito.

Ma non c’è stata solo la poltica nelle parole del Papa, che durante il cerimoniale ha insistito molto sul significato dell’essere vescovi: “Vuol dire disporsi a camminare in mezzo e dietro al gregge, capaci di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela. Non bisogna farsi prendere dalla prospettive di carriera e diventare funzionari preoccupati più di sé e delle strutture che del vero bene del popolo di Dio”.

© Riproduzione Riservata

Commenti