Oltre ottantamila persone a Palermo per la cerimonia di celebrazione del prete ucciso da Cosa nostra nel 1993. Il cardinale Romeo: “Formava le coscenze e questo dava fastidio”. Tanti i ragazzi: “una grande icona antimafia, col suo esempio diciamo no allo strapotere criminale”

la beatificazione di don Pino Puglisi

Don Giuseppe Puglisi è beato. L’elevazione agli onori degli altari del parroco di Brancaccio, ucciso dalla mafia, è stata comunicata a una folla di oltre 80 mila persone in preghiera al Foro Italico di Palermo dal cardinale Salvatore De Giorgi, delegato da papa Francesco, nell’ambito di una celebrazione presieduta dal cardinale Paolo Romeo.

La lettura dell’atto in latino con cui don Puglisi è stato proclamato beato è stata salutata da un triplice ‘amen’ delle persone assiepate in preghiera davanti al palco allestito proprio sul mare, con le spalle al golfo di Palermo. Accanto al palco una gigantografia del sacerdote assassinato da Cosa nostra.

Davanti all’altare nutrita è la rappresentanza di magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine, ma davvero imponente è la presenza di pellegrini, arrivati a Palermo da tutta Italia per ricordare il parroco di Brancaccio. La spianata del Foro Italico è gremita di persone, richiamate anche dalla splendida giornata; e sulle bancarelle sono già in vendita le calamite con l’effige del neo beato.

“Il martirio di Padre Puglisi richiama l’educazione delle coscienze – dice il cardinale Paolo Romeo – e la Chiesa deve essere in prima linea. Qui si capisce la grandezza del martirio di don Puglisi, che è stato ucciso perché era un prete che formava le coscienze, costruiva la comunità parrocchiale e aiutava le persone a uscire dai meccanismi che le rendono schiave. Questo evidentemente dava fastidio. Perciò penso che la sua beatificazione ci aiuterà a prendere coscienza del vero cambiamento da attuare. La gente pensa infatti che devono cambiare gli altri. E invece don Puglisi ci dice che ognuno di noi ha qualcosa da cambiare nel proprio cuore, nel proprio pensare, nel proprio agire. Solo così la civiltà dell’amore potrà affermarsi”.

Nel corso della sua omelia il cardinale ricorda i giudici Rosario Livatino, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: “Si sono impegnati – dice provocando un lungo applauso – a ridare dignità alla nostra isola, alle nostre città”.

Al cardinale De Giorgi il compito di proclamare la beatificazione: “Con la nostra autorità apostolica, concediamo che il venerabile Servo di Dio Giuseppe Puglisi, presbitero diocesano, martire, pastore secondo il cuore di Cristo, insigne testimone del suo regno di giustizia e pace, seminatore evangelico di perdono e riconciliazione, sia d’ora in poi chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa ogni anno il 21 ottobre, nei luoghi e nei modi stabiliti dal diritto”.

Mezza città è chiusa al traffico, il Foro italico è blindato. Già dalle prime ore del mattino un fiume di gente ha invaso il prato del lungomare dove è stato sistemato il palco. Tantissimi i gruppi arrivati da ogni parte d’Italia con striscioni “Non perdiamo la speranza”, “Beato padre Puglisi vangelo vivo fra noi”, foto di don Pino, mentre tanta gente indossa la maglietta con la foto del sacerdote prodotta proprio per il giorno della beatificazione.

Ci sono anche gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Padre Pino Puglisi” di Belvedere Marittimo (Cosenza). “La nostra scuola dopo Brancaccio è la seconda a essere intitolata a Don Pino – dice Antonio Impieri, il dirigente scolastico -. Era un prete schierato dalla parte degli ultimi, si battè molto per avere una scuola media nel suo quartiere. Per noi che viviamo in Calabria una testimonianza forte contro la criminalità organizzata responsabile del mancato sviluppo sociale ed economico”.

Tanti anche i ragazzi scout. “Don Pino Puglisi è una grande icona antimafia – dice uno di loro -. Per noi rappresenta un esempio per dire no allo strapotere della criminalità che a Palermo ci toglie il futuro”. “Io ho conosciuto don Puglisi – racconta frate Giuseppe Di Fatta -. Avevo 16 anni e fu lui a venirci a trovare in un campo di preghiera a confessarci e celebrare messa. A distanza di anni quel gesto di testimonianza ha un grandissimo valore evangelico. Don Pino per tutti deve essere un esempio da seguire”.

Anche il missionario laico Biagio Conte è arrivato al Foro Italico con tutta la sua comunità. “Noi dobbiamo lottare il male per cercare di bene nel segno di don Pino – dice -. Siamo un fiume di gioia che batterà il male se ognuno di noi nel nostro piccolo fa il proprio dovere. È questo il grande insegnamento di don Puglisi”.

Tra le autorità presenti alla celebrazione Piero Grasso, presidente del Senato, Angelino Alfano, vice premier e ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia, Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana, e Leoluca Orlando, sindaco di Palermo.

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