Gli avvocati del pm trasferito (in ferie fino al 20 giugno) avevano chiesto di sospendere il provvedimento del Csm

Antonio Ingroia

Nessuno stop per il trasferimento ad Aosta del magistrato Antonio Ingroia. Lo ha deciso il Tar del Lazio, respingendo l’istanza cautelare presentata dal magistrato contro la delibera del Csm che ha disposto il suo ricollocamento in ruolo all’Ufficio giudiziario di Aosta con funzioni di pm.

«Ai fini dell’accoglimento della domanda cautelare – si legge nell’ordinanza depositata dalla Prima Sezione Quater del Tar del Lazio – è necessaria la sussistenza di un pregiudizio concreto ed attuale, il quale, con riferimento al caso in esame, non appare connotato da gravità ed irreparabilita’, ove riferito al trasferimento del magistrato in una sede che sarebbe stata, in ogni caso, diversa rispetto a quella di provenienza». I motivi di ricorso presentati da Ingroia che chiede l’annullamento della delibera con cui il Csm, l’11 aprile scorso, aveva disposto il suo trasferimento ad Aosta, e del decreto ministeriale del 16 aprile inerente sempre il passaggio del magistrato alla Procura del capoluogo valdostano, «non appaiono – sottolinea il Tar – allo stato, tali da far ritenere sussistenti con certezza i profili asserenti al “fumus boni iuris” i quali potranno essere più compiutamente esaminati nella successiva fase di merito».

I giudici amministrativi, dunque, dovranno fissare adesso una nuova udienza in cui discutere nel merito la questione: Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, era stato collocato fuori ruolo nello scorso autunno per rivestire un incarico Onu in Guatemala, ma poi, era rientrato in Italia candidandosi alle elezioni politiche come leader di `Rivoluzione Civile´. Non risultando eletto, è tornato in Magistratura: scaduta l’aspettativa elettorale, il Csm ha ritenuto che Aosta fosse l’unica destinazione possibile per Ingroia, dato che si era candidato in tutte le circoscrizioni elettorali d’Italia”. Contro la decisione di stasera del Tar, il magistrato può presentare ricorso al Consiglio di Stato.

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