Il premier, Enrico Letta, soddisfatto dei risultati del suo primo vertice Ue: “adesso riconosciuto l’obiettivo vero”

Enrico Letta

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si è detto soddisfatto dei risultati del suo primo vertice Ue, oggi a Bruxelles, in particolare per la priorità che è stata data dai leader dell’Ue alla lotta alla disoccupazione giovanile che, come proponeva l’Italia, sarà “il punto qualificante del prossimo Consiglio europeo di giugno”, ha detto il premier.

A conferma dell’importanza attribuita a questo tema, la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel “ha proposto lo svolgimento a luglio, a Berlino, di un incontro dei ministri del Lavoro dell’Ue, focalizzato sull’illustrazione e lo scambio delle diverse pratiche nazionali di lotta alla disoccupazione giovanile”, ha riferito Letta, precisando che l’incontro ministeriale avverrà “a seguito delle scelte che saranno definite dai capi di Stato e di governo al vertice di fine giugno”.

“Per noi – ha insistito il premier – questo era il tema prioritario, sia nell’immediato che per le prospettive future”. Anche perché, ha aggiunto, “consente all’Ue di impegnarsi sui temi che sono più drammaticamente sentiti dalla gente, e di essere vicina ai cittadini europei e non astratta e lontana”.

Per conseguire risultati concreti da questo appuntamento di fine giugno “metteremo tutto l’impegno che potremo a livello nazionale e con le istituzioni europee”, ha assicurato Letta. “E’ un’occasione importante, una finestra che si apre, ovviamente ora va riempita di contenuti”.

Secondo il premier c’è “assolutamente bisogno di affrontare la disoccupazione giovanile che è l’incubo di questo tempo: se non c’è una risposta a questo problema non c’è credibilità né della politica né delle istituzioni europee”.

Rispondendo a una domanda sulla necessità di rivedere le scelte complessive di politica economica che sono state fatte finora e a quelle più ‘keinesiane’ che dovranno essere fatte per dare una risposta più efficace alla crisi, Letta ha osservato: “Continuo a pensare che si deve lavorare con due tappe: in primo luogo, di qui a giugno si apre questa finestra – ha ripetuto – e ce la metteremo tutta per ottenere risultati; poi, in autunno, avremo una discussione più di sistema, più ideologica, se posso dire così, di strategia”.

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