Istat: triplicata quota di chi non può permettersi pasto adeguato. Solo 1 italiano su 4 crede in un futuro migliore

italiani sempre più preoccupati

La gravità delle recessione in Italia è tale che ormai sono 14 milioni e 928 mila le persone in condizione di deprivazione o disagio economico. Si tratta, secondo gli impietosi numeri diffusi oggi dall’Istat, del 24,8% della popolazione e la maggioranza sta al Sud: ben il 40%. Questi numeri si riferiscono al 2012. L’Istat segnala poi che un condizioni di grave disagio si trovano 8,6 milioni di persone, il 14,3% della popolazione; un dato che è più che raddoppiato rispetto a quello del 2010, quando era il 6,9%.

Guardando al futuro le cose non migliorano. Anzi solo il 24,6% degli italiani pensa che la propria situazione personale migliorerà nei prossimi cinque anni. Il 23,5% ipotizza un peggioramento, il 23,3% dichiara uno stato di dubbio e incertezza, mentre il 28,5% ritiene che la situazione resterà uguale. E nonostante siano particolarmente colpiti dalla crisi, i giovani fino a 34 anni si mostrano più ottimisti degli altri: il 45% ritiene che la propria situazione migliorerà, come rivela ancora l’Istat nel Rapporto annuale 2013.

Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, segnala l’istituto di statistica, gli indicatori di deprivazione materiale e disagio economico delle famiglie hanno registrato un “ulteriore peggioramento” dopo quello del 2011. Gli individui in famiglie gravemente deprivate (cioè famiglie che presentano quattro o più segnali di deprivazione su un elenco di nove) rappresentano nel 2012 il 14,3 per cento del totale in crescita rispetto all’11,2 per cento dell’anno precedente. Le persone che vivono in famiglie deprivate (quelle con tre o più sintomi di disagio economico) raggiungono un quarto del totale (24,8 per cento), rispetto al 16 per cento del 2010.

In particolare, continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiara di non potersi permettere un pasto adeguato (cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano) almeno ogni due giorni (16,6%), quota triplicata in due anni. Questo dato è confermato dalla riduzione in termini di quantità e/o qualità del consumo di carne o pesce da parte delle famiglie (rispettivamente dal 48,3% del 2011 al 57% del 2012 per la carne e dal 50,1 al 58,2% per il pesce).

Le persone, inoltre, che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione (21,1%) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno rappresentano ormai la metà del totale (50,4% rispetto al 46,7% del 2011). Gli individui che vivono in famiglie che non possono sostenere spese impreviste di un importo relativamente contenuto raggiungono il 41,7% (erano il 38,6% nell’anno precedente). Sostanzialmente stabili risultano, invece, l’indicatore relativo all’avere arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti e quelli relativi alla possibilità di accedere a beni durevoli di largo consumo.

I nove segnali di disagio indicati dall’Istat sono: non poter sostenere spese impreviste; non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa; avere arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti come per esempio gli acquisti a rate; non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, cioè con proteine della carne o del pesce (o equivalente vegetariano); non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione. E non potersi permettere una lavatrice; un televisore a colori; un telefono; un’auto.

L’istituto di statistica riferisce poi che nel 2012 continua a crescere il divario tra Mezzogiorno e resto del paese e si conferma una tendenza già evidenziata nel 2011: la grave deprivazione materiale comincia a interessare non solo gli individui con i redditi familiari più bassi, ma anche coloro che disponevano di redditi mediamente più elevati. Circa il 48% degli individui che cade in condizione di severa deprivazione materiale proviene dal primo quinto di reddito equivalente (quello che raccoglie i redditi più bassi), ma, tra questi, più di un quarto nell’anno precedente si collocava nei quinti di reddito più elevati (dal terzo in poi).

Negli ultimi due anni il 25,2% della popolazione ha sperimentato almeno una volta una condizione di grave deprivazione materiale: il 6,2% in tutti e due gli anni, il 19% in uno solo dei due anni. Per effetto della crisi si riducono gli aiuti in denaro o in beni che le persone in condizione di deprivazione materiale ricevono da parenti, amici o istituzioni, passando dal 19% del 2011 al 18% del 2012.

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