Il leader M5S: “referendum sull’euro entro un anno. Consultazione su moneta unica e Ue tra 12 mesi”

Beppe Grillo

Offensiva anti-moneta unica. Il Movimento 5 stelle sta preparando entro un anno un referendum sull’Europa e sull’euro.

Lo ha detto Beppe Grillo il 23 maggio a Mirandola, comune colpito dal terremoto del 2012 a cui ha consegnato 420 mila euro raccolti con la campagna elettorale Tsunami Tour.

«L’Europa va ripensata. Noi consideriamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’euro e sì o no all’Europa», ha aggiunto. A riguardo, secondo il leader M5s, «gli inglesi ci insegnano la democrazia. Nessun partito può arrogarsi il diritto di decidere per 60 milioni di persone».

Grillo ha anche previsto la data in cui il governo è destinato a cadere: «A settembre-ottobre crollerà tutto e noi siamo pronti a mandarli a casa. Loro hanno una paura fottuta di noi e per questo si è pensato a una legge per non farci votare, siamo quelli che non si aspettavano».

Alla base di tutto c’è la necessità di cambiamento: «Dobbiamo rifare l’Italia da capo e cominceremo con il ridiscutere gli accordi europei», ha poi dichiarato il comico-blogger al quotidiano svizzero Corriere del Ticino. «L’Italia è il terzo finanziatore dell’Europa. Cambieremo tutto, e cominceremo dalle politiche europee».

Non sono mancate le critiche all’ultima proposta. Gianluca Pini, vicepresidente della Lega Nord alla Camera, ha attaccato i 5 stelle: «Qualcuno dovrebbe verificare le effettive condizioni psichiatriche di Grillo. Oggi chiede il referendum sull’euro, ma solo due giorni fa, in Aula alla Camera, sulle risoluzioni in merito al Consiglio europeo, ha imposto ai suoi soldatini di piombo di votare contro questa stessa richiesta».

La minaccia grillina ha lasciato freddi i palazzi di Bruxelles. Né sorprende. Il problema, hanno fatto rilevare fonti vicine al presidente Barroso, «non è Grillo che è uno come ne abbiamo già visti da Heider a Le Pen, semmai è quello di spingere i governi a fare finalmente sul serio nel battere la crisi».

Anche i numeri dei sondaggi non impressionano perché, vista da Bruxelles, «il rigetto non è tanto per l’Europa, quanto per tutti i governi». D’altra parte negli ultimi anni l’andamento è stato sistematico: tutti i governi al potere sono andati sotto alle elezioni.

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