Il pronunciamento del Tar, favorevole ai ricorsi, rimette in corsa tutti i candidati a sindaco e le liste presentate per le elezioni a Taormina: ora scatta la “volata finale”

elezioni 2013

Altro “tsunami” nella campagna elettorale per le Amministrative del 9 e 10 giugno a Taormina. Il Tar di Catania, dunque, ha accolto ieri pomeriggio tutti i ricorsi presentati contro le esclusioni decretate la scorsa settimana dalla Commissione elettorale per l’imminente tornata di voto. Tutti riammessi alla competizione i candidati a sindaco Francesca Gullotta, Jonathan Sferra, Cesare Restuccia, con le rispettive liste, e riammesse anche le tre liste di Eligio Giardina che erano state ricusate. Contro la raffica di ricusazioni che ha colpito 3 “sindaci” e 7 liste è stata notificata al tribunale etneo lunedì scorso una serie di ricorsi d’urgenza per ripristinare le condizioni originarie che avevano visto ai nastri di partenza della competizione 13 liste e 5 candidati a primo cittadino. E adesso si torna proprio all’assetto che si era delineato mercoledì 15 maggio all’atto della presentazione delle liste. Hanno fatto ricorso al Tar e quindi avuto ragione Francesca Gullotta (Il Megafono e Patto Democratico), Jonathan Sferra (Avanti Taormina) e Cesare Restuccia (Rinnovare Taormina), che sin qui erano fuori dalle elezioni, ma anche Eligio Giardina che aveva perso ben tre delle sei liste che aveva al suo fianco e che ora recupera le compagini “Giardina sindaco”, “Taormina Futura” e “Taormina 2013”.

Sono scesi in campo per stoppare le decisioni della Commissione elettorale diversi avvocati amministrativisti di rilievo del Foro messinese, che hanno avuto ragione. I ricorsi della Gullotta sono stati affidati al prof. Antonio Saitta (lista Patto Democratico), Giuseppe Corvaja e Silvio Tommasini (Il Megafono), Sferra si è rivolto all’avv. Raffaele Tommasini e avv. Carmelo Moschella. Anche Restuccia si è affidato al prof. Saitta, mentre per le liste di Giardina i ricorsi sono stati predisposti dall’avv. Pasquale Gazzara (Taormina Futura), avv. Paolo Turiano Mantica (liste Taormina 2013 e Giardina sindaco). A seguito delle decisioni del Tar i candidati a sindaco tornano ad essere sei: Giuseppe Composto, Eligio Giardina, Francesca Gullotta, Jonathan Sferra, Cesare Restuccia, Rosario Puglia. I pronunciamenti del Tar, dunque, hanno dato ragione all’operato del segretario generale di Palazzo dei Giurati, Michelangelo Lo Monaco, che era finito nel mirino di alcune critiche. Evidentemente, invece, il Tar ha espresso valutazioni diverse rispetto a quelle che erano state date dalla Commissione elettorale e che avevano scatenato a Taormina un “polverone”.

Si era ravvisata in diversi casi una violazione dell’art. 21 del D.P.R. 28/12/2000 (n. 445), e i fermenti scatenatisi nella “Perla dello Jonio” avevano riguardato proprio l’impossibilità di poter integrare la dicitura “per conoscenza personale” nel prestampato ricavato direttamente dal sito ufficiale della Regione. Le liste erano state, invece, poi depennate e si era cosi generato un caos generale al quale ha posto rimedio adesso il Tar rimettendo tutti in corsa.

Secondo il Tar la Commissione “non ha assegnato il ristretto termine per la regolarizzazione” (24 ore) e – come si legge in una delle sentenze (quella inerente la lista “Patto Democratico” – “la contestata irregolarità dell’autenticazione effettuata senza il rispetto delle forme prescritte nel Dpr n.445/2000, anche ove esistente, non costituirebbe ex se vizio insanabile della stessa, al quale ricollegare le conseguenze eleiminatorie contestate”, ciò anche nella considerazione che, ove si volesse ritenere la insussistenza della autenticazione (e non solo vizio formale della stessa), in applicazione delle norma portata dall’art 18 c.2 del DP Reg. Sic. 3/1060 richiamata, avrebbe potuto e dovuto essere disposta la integrazione documentale nel termine di 24 ore, non rientrando la fattispecie nell’ipotesi dei vizi insanabili”. Questa problematica aveva messo “fuori gioco” la Gullotta, Sferra, Restuccia e metà coalizione di Giardina ma per il Tar non era, insomma, da ritenersi tale da dover portare all’esclusione e in ogni caso andavano date le 24 ore di tempo per integrare gli atti.

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