“Il Cavaliere attacca il Pd: “con la sua nuova proposta di consentire la partecipazione elettorale solo ai partiti che abbiano personalità giuridica le sta tentando tutte per mettere fuori gioco noi e Grillo. Ma non ci riusciranno…”

Silvio Berlusconi

Beppe Grillo infiamma le piazze del suo ‘tour’ elettorale e tuona contro il tentativo dei partiti di fare fuori il Movimento. «Se scompariamo noi ci sarà una espansione di violenza» avverte ancora una volta il leader a cinque stelle che si lamenta: «Stiamo tenendo in piedi la democrazia e ci vorrebbero far sparire con una legge». L’indice è puntato anche oggi contro il Pd: con la sua proposta di consentire la partecipazione elettorale solo ai partiti che abbiano personalità giuridica le sta «tentando tutte per metterci fuori gioco».

Una possibilità che sembrava aprirsi dopo un’intervista del capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda. «Doveva migliorare l’ordinamento, non punire questo o quel partito. Se questa è l’interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento» aveva dichiarato il senatore e Grillo aveva esultato: «il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni..». Così però non è stato: il Pd non ritirerà il disegno di legge (già presentato nella scorsa legislatura) da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda anche se, c’è da scommettere, neppure in questa legislatura riuscirà ad essere discusso. Ce n’è abbastanza per far tornare il leader del M5S alla carica anche con il Capo dello Stato. «Su questo non ha detto nulla: però ha trovato le parole per mandare la polizia giudiziaria a 20 ragazzi che si sono permessi di parlare un pò male di lui» affonda Grillo.

Il Movimento incassa oggi anche il primo indiretto affossamento della proposta di dichiarare l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi: «nessuno ci ha considerato» grida Grillo che prende atto del rinvio e se la prende con Luciano Violante che si è detto apertamente contrario. «Certo – commenta Grillo – hanno regalato le tre concessioni Tv a Berlusconi, hanno inciuciato per 20 anni e adesso lo fanno alla luce del sole».

E proprio Silvio Berlusconi rompe il silenzio dietro cui si era trincerato nei giorni scorsi e in un’intervista ai tg delle reti Mediaset fa il punto dopo tre settimane dall’insediamento del governo. L’atteggiamento nei confronti dell’esecutivo non cambia, tant’è vero che il Cavaliere si affretta a ribadire il «sostegno leale» ad Enrico Letta sottolineando come questo esecutivo rappresenti «un’occasione epocale» per mettere fine alla «guerra fredda tra destra e sinistra».

Le richieste. Una lunga serie di elogi a cui però l’ex premier fa seguire delle richieste ben precise: la prima riguarda il “cavallo di battaglia” della campagna elettorale e cioè l’eliminazione dell’Imu. Il decreto varato dal Cdm la scorsa settimana, mette in chiaro Berlusconi, rappresenta solo «una prima mossa» a cui però deve seguire «entro giugno l’abrogazione totale». Un avvertimento nemmeno tanto velato a cui si aggiunge un’altra richiesta e cioè mettere in cantiere, sempre prima dell’estate, un altro decreto legge «per rilanciare lo sviluppo in cui si preveda il non aumento dell’Iva, la detassazione delle assunzioni per i giovani e la modifica dei poteri di Equitalia».

L’ineleggibilità. L’atteggiamento diventa più bellicoso, però, quando si tocca il tema che da giorni tiene banco e che lo vede direttamente coinvolto: la sua pretesa incandidabilità minacciata dal Movimento Cinque stelle. Un tema su cui il Pd stesso registra diversi malumori interni e che rischia di diventare un boomerang per la tenuta del governo nel caso diventasse argomento di discussione della Giunta per le elezioni del Senato. L’ipotesi che il Cavaliere sia considerato ineleggibile non viene presa in considerazione dal Pdl pronto a dichiarare, nel caso si arrivasse ad una decisione in tal senso, conclusa l’esperienza di Letta a Palazzo Chigi.

Berlusconi evita di citare l’esecutivo e con toni sprezzanti bolla come «genio» chi ha pensato di farlo fuori in questo modo ignorando «20 anni di milioni di voti raccolti e tanti Parlamenti che hanno approvato la mia eleggibilità». Il Cavaliere va oltre scendendo addirittura in campo a difesa dei grillini che, come lui, provoca Berlusconi, sono a rischio “estinzione” a causa del provvedimento a firma Zanda-Finocchiaro e definito ‘anti movimentò: «Benchè si possa dire tutto il peggio» su Grillo «non bisogna dimenticare che è stato votato da milioni di italiani».

«Il Pd vuole eliminarmi». La conclusione per l’ex capo del governo è una sola: «Il Pd vuole eliminare me e Grillo per correre da solo». Insomma il segnale di Berlusconi ad Enrico Letta è chiaro: se da un lato continua a professarsi principale sponsor di questo governo, dall’altro non manca di avvertire che l’apertura di credito non è eterna. Un messaggio che il leader del Pdl manda anche ai suoi.

Che il partito sia in fibrillazione, infatti, lo dimostra anche l’assembla del gruppo della Camera che si è svolta in mattinata. Non sono mancati interventi dai toni critici soprattutto riguardo al nodo Imu: per ora si è ottenuta la sospensione – è il ragionamento che è stato fatto – ed il rischio è che non ci sia nella riforma un’abrogazione totale ma una rimodulazione dell’imposta. Atteggiamento guardingo anche nei confronti del capitolo riforme e legge elettorale: nessuna preclusione ad una “manutenzione” del Porcellum ma nulla più. Quello che conta – spiega un ex ministro del Pdl – sono i tempi: se si inizia a tirarla per le lunghe è chiaro che l’obiettivo del Pd è quello di far chiudere la finestra di ottobre perchè andare a votare con una legge su cui pesa il giudizio della Consulta è improponibile. Nel corso della riunione dei deputati pidiellini sarebbe poi emerso con chiarezza un certo malumore per la gestione del gruppo da parte di Renato Brunetta. Ad essere contestato in particolare sarebbe un punto dello statuto in cui si prevede che ogni iniziativa parlamentare debba essere “supervisionata” dalla presidenza del gruppo stesso.

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