Istituire l’anagrafe di “appartenenza” dei parlamentari

Il dovere di riflettere dopo il servizio mandato in onda da “Le Iene”: noi li eleggiamo, loro fanno poi quel che vogliono. In fondo è sempre la stessa storia che si ripete.

La grande maggioranza degli elettori italiani non ha niente da spartire con i parlamentari che, secondo un servizio de Le Iene, verrebbero pagati per avere leggi a favore delle lobby, attingendo i loro guadagni dal denaro pubblico, naturalmente!

In tal modo si precostituiscono tematiche e interventi, da finanziare con il denaro pubblico, e non direttamente finalizzati al miglioramento dell’assetto socio-economico attuale. Grandi temi, quindi, tipo, TAV, Ponte sullo Stretto di Messina, facilitazioni per l’estrazione degli idrocarburi a scapito delle risorse ambientali di superficie e della salute dei cittadini, ecc., che assorbono ingenti risorse pubbliche per favorire interessi lobbistici. Tra questi inseriamo l’Emergenza Rifiuti in Campania che ha rappresentato un’operazione deviata pluriannuale.

Quindi: “PARLAMENTARI PAGATI DALLE LOBBIES: NOI LI ELEGGIAMO PER FARE I NOSTRI DIFENSORI E LORO CI VENDONO. NIENTE DI NUOVO!”.

Bene: allora costruiamo l’Anagrafe “di appartenenza” dei parlamentari! Si pubblicizzino i dati verificabili che testimoniano particolari “attrazioni” tra parlamentari singoli e gruppi organizzati di parlamentari e gruppi lobbistici.

Semplicemente per trasparenza: come per i sindacati! Un sindacato di categoria, ovviamente, non può che difendere gli interessi dei propri assistiti!

Ad esempio, iniziamo a costruire l’Anagrafe di appartenenza dei petrolieri. Costruiamo lo scenario, naturalmente in progress, entro il quale si snoda la filiera degli interessi e appoggi: dalle compagnie ai rappresentanti di partiti, organizzazioni varie pubbliche e private! Il tutto semplicemente per trasparenza! Non cambierebbe nulla!

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